La funzione suggerita v(x)=(M-1)x/(x+(M-1)+k)+1, per k=0 e M=100. Ha un asintoto su 100, e vicino all'origine è tangente alla funzione y=x+1. Rappresenta come dovrebbe cambiare il peso di una delega al crescere delle deleghe ricevute.

Ve la do io la delega!

La funzione suggerita v(x)=(M-1)x/(x+(M-1)+k)+1, per k=0 e M=100. Ha un asintoto su 100, e vicino all'origine è tangente alla funzione y=x+1. Rappresenta come dovrebbe cambiare il peso di una delega al crescere delle deleghe ricevute.

La funzione suggerita v(x)=(M-1)x/(x+(M-1)+k)+1, per k=0 e M=100. Ha un asintoto su 100, e vicino all’origine è tangente alla funzione y=x+1. Rappresenta come dovrebbe cambiare il peso di una delega al crescere delle deleghe ricevute.

Recentemente ho scritto un post molto lungo in cui cercavo, il più possibile esaurientemente, di discutere se fosse il caso o no di introdurre la delega nei sistemi di eDemocracy. La conclusione era che sarebbe meglio non introdurla. Che è una conclusione che lascia un po’ l’amaro in bocca, perchè chiude la discussione ancora prima di cominciarla. Tra l’altro suggerivo che SE si volesse usare la delega, bisognerebbe usarla in maniera “non lineare”. Cioè, è permesso delegare, ma non conviene. Il voto di una persona presente dovrebbe valere di più del voto di una persona assente, che si fa delegare. Inoltre nessuna persona, indipendentemente dal numero di deleghe, dovrebbe avere un peso nella votazione maggiore di un certo valore M. Quanto vale M? Io suggerivo che si potrebbe partire con 1/630 -esimo del numero dei partecipanti al voto. Per cui nessuna persona avrebbe più potere di un parlamentare alla Camera di adesso. Senza esplicitarla suggerivo anche le caratteristiche che dovrebbe avere la funzione che bisognerebbe usare per decidere il peso di un voto delegato. Queste erano:

  • v(0)=1  (il peso di chi non riceve deleghe vale comunque 1)
  • v(1)< 2 (il peso di chi riceve una sola delega è minore di due persone che votano direttamente.
  • \lim_{x\rightarrow\infty}(v(x))=M (se il numero di deleghe cresce il peso tende a M)
  • \dot{v}(x)\geq0 per x\geq0 (man mano che una persona ha più deleghe, ha più peso)
  • lim_{x\rightarrow\infty}(\dot{v}(x))=0 (ogni delega extra ricevuta aumenta sempre di meno il peso)

Mi sono anche sbilanciato a dire che di funzioni così ce ne erano, addirittura un’infinità. E infatti…

 

GewurzPochi giorni dopo mi scrisse Daniele Gewurz… Daniele è un ottimo matematico, precisissimo nei suoi lavori; il suo blog si chiama L’Accademia dei Pignuoli (con la u!). Così contattai Daniele e dopo aver scritto il post mi ricontattò con la risposta.

[pausa… silenzio… suspense… ]

La funzione, anzi le funzioni che cerchiamo esistono. In particolare qualsiasi funzione della forma  Continue reading

BBeDem è morto, lunga vita a All Our Ideas

Chi mi segue da un po’ sa che un punto è rimasto fermo nella mia ricerca: la necessità di usare sistemi “equi”. A un certo punto mi chiesi quale potrebbe essere il sistema più semplice che permettesse a tutti di partecipare, a tutti di votare, a tutti di proporre nuove idee, ma che fosse anche equo. E sviluppai il piano per BBeDem. BBeDem, nel mio immaginario, voleva essere una “Bare Bone eDemocracy”. In Italiano si direbbe un sistema di eDemocracy pelle e ossa. E doveva funzionare così: c’era una domanda (presentata spesso dalle istituzioni, ma non solo). Ciascuno poteva proporre una risposta. Quando volevi potevi poi chiedere di votare. A quel punto il sistema selezionava una proposta e ti chiedeva di valutarla. La valutazione era data dando un voto da 1 a 10, come a scuola :-) . Non sceglievi la proposta da votare. Non potevi mandare il link a una proposta da votare ai tuoi amici. Era estremamente semplice. Quando indicavi la tua disponibilità a votare il sistema ti avrebbe presentato una proposta tra quelle che erano state valutate meno volte. Facendo si che tutte le proposte venissero valutate lo stesso numero di volte. Molto diverso dai sistemi di Like (Mi Piace) di Facebook dove vedi il numero di Like che una proposta ottiene, ma non a quanta gente non piace ne quanta gente l’ha vista.

Luca De Biase giustamente indica come i software di democrazia diretta e quelli di decisione comune (ricerca del consenso) sono differenti. E non vanno confusi. Questo è verissimo e nel post precedente ho spiegato come, anche se non vanno confusi, la sfida è proprio creare un software che integri le due possibilità in maniera intelligente e ragionata. Ecco, BBeDem non sarebbe stata questa integrazione. Ma non sarebbe neanche stato un software di democrazia diretta pura. Era un po’ di più, perchè permetteva alle persone di inserire le proprie proposte. Manca tutta la fase di spiegazione delle proposte, di discussione, di fact checking. Nulla di tutto questo. E per questo il risultato non poteva essere preso immediatamente. Senza un filtro che indicasse se, per esempio, la soluzione indicata non era possibile. Pensate alla proposta di petizione per costruire una Morte Nera presentata sul sito delle petizioni della Casa Bianca. La proposta era uno sfottò, ma uno sfotto mandato attraverso i canali ufficiali. Ha ricevuto 34000 voti (mica bruscolini!). E a cui la Casa Bianca ha ufficialmente risposto con un altrettanto semiseria risposta.

Però BBeDem avrebbe permesso alla gente di votare, di presentare le proprie proposte, e avrebbe valutato queste proposte in maniera equa (senza favorire le proposte presentate precedentemente, come avviene in quasi tutti i sistemi di petizioni online).

Ebbene adesso, a metà del lavoro, vorrei ritirare la mia proposta. Perchè BBeDem… esiste già. Non l’ho fatta io, ne nessuna delle persone che collabora con me. Si chiama anche diversamente. E ha un funzionamento leggermente diverso. Ma il risultato è esattamente quello che indicavo.

All Our Ideas

Si chiama All Our Ideas. E funziona in questo modo Continue reading

L’integrazione delle spiegazioni nei processi di eDemocracy

La generazione della proposta migliore, così come definita precedentemente, è normalmente ottenuta separando le parti del processo. E questa separazione credo che sia un’errore. E proprio nel superamento di questa separazione sono convinto che ci sia la soluzione che cerchiamo. Che cerco, almeno. E verso cui sto lavorando. Le tre parti del processo sono:

  1. sviluppo delle proposte alternative;
  2. spiegazione di queste proposte alle persone;
  3. votazione delle proposta online.

A questo vanno aggiunti altri elementi che sono:

  • descrizione del problema.
  • presentazione della domanda aperta.
  • descrizione della situazione da parte degli esperti.

Come ho spiegato diverse volte (e in tutte le mie lezioni e presentazioni online), la differenza tra la Voting Theory e la e-Democracy è che Continue reading

Dobbiamo permettere o no la delega del voto?

Cari lettori, dobbiamo parlare. Dobbiamo parlare del concetto di Delega nei sistemi di eDemocracy. Sarà un discorso lungo, sarà forse noioso, ma è necessario.

Che cosa vogliamo da un sistema di eDemocracy? Io so che cosa voglio. Ci ho messo tanto tempo, ma ora lo so. Voglio, anzi vorrei, un sistema che permette a tutti di partecipare, e che magicamente estrae dalla interazione della persone la proposta migliore. Ma cosa vuol dire migliore? In altri momenti ho lasciato questo punto abbastanza vago. Adesso credo di poter essere un po’ più preciso. Supponiamo che tutte le persone votassero, e supponiamo che tutte le persone votassero avendo una conoscenza approfondita dell’argomento. Il risultato di questa votazione sarebbe la proposta migliore. Per definizione. Quello che vogliono tutti… posto che tutti abbiano una comprensione completa del problema. O almeno completa nei limiti di quello che noi, esseri umani, la comprendiamo.

Questo porta a due problemi. Il primo è che non tutti votano, e il secondo è che non tutti, infatti nessuno, ha una comprensione completa del problema. Anche Continue reading

da White House 2 a Betri Reykjavik

White House 2 Logo

Era Novembre 2008 quando White House 2 aprì i battenti. Ad opera di Jim Gilliam (@jgilliam). Il sito era semplice. A suo modo geniale: se voi foste il Presidente degli Stati Uniti, quali sarebbero le vostre priorità?

I partecipanti potevano inserire le leggi che volevano venissero approvate. E dovevano ordinarle da quella che ritenevano più importante a quella meno importante.

Il sito aveva un sistema di ricerca automatica, simile a StackOverflow. Per cui se scrivevi una legge che aveva parole simili a quelle già esistenti, ti trovava quelle proposte. E invece che scrivere la tua proposta potevi usare la proposta già esistente. Questo faceva sì che non ci fosse bisogno di scrivere nei dettagli tutte le proposte.

[Nota: se le persone possono cercare facilmente le proposte esistenti, non riscriveranno le stesse proposte].

Su ogni proposta di legge le persone potevano scrivere se erano a favore (e dunque la mettevano nella loro lista), se erano contrarie (e credo potessero aggiungere nella lista l’abrogazione di quella legge), potevano aggiungere documenti a favore, documenti contro, commenti a favore, commenti contro. Tutto ben ordinato in due colonne, una verde e una rossa. Questo aiutava le persone che leggevano la proposta a farsi velocemente un’idea e decidere se erano a favore o contrarie. Ovviamente il sito misurava quanta gente era a favore, e quanta era contraria. Non solo, ma Jim, per ogni proposta indicava se il Presidente era a favore o contrario (partendo dalle sue dichiarazioni pubbliche).

Ma cosa succedeva se una proposta era presente, ma non era sufficientemente sviluppata?

Questo è uno dei problemi irrisolti (e forse irrisolvibili) nella eDemocracy. Se la gente può

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Fanno sul serio!

Su LaCosa hanno appena detto che la piattaforma che stanno preparando da parte di Grillo sarà aperta a tutti i cittadini (e non solo alle persone attiviste del Movimento 5 Stelle, o che l’hanno votato), e i parlamentari risponderanno ai cittadini e non a Beppe Grillo. Beh, sono molto, ma molto contento.

Tutti i miei dubbi si sono al momento acquetati.

Adesso dobbiamo cercare di far si che la piattaforma sia equa. Senza dare più potere alle persone che hanno presentato una proposta prima, o che hanno più amici, o che sono più simpatiche.

Ma questa è un’altra storia.

L’altro problema è cosa accadrà (e accadrà) quando i cittadini voteranno delle iniziative contrarie a quelle volute da Grillo. O addirittura delle iniziative contrarie ai principi base del Movimento. Per esempio di esportare l’immondizia in altre nazioni, farcela pagare, per essere incenerita lì.

Comunque Beppe ha fatto la cosa giusta. Sono contento, e vedo con speranza gli sviluppi futuri.

La dirigenza del M5S

Beppe Grillo continua a dire che non si farà nessuna alleanza con il PD. Chiaro.

Nel frattempo Travaglio ha proprio dichiarato:

Solo un campione di ingenuità suicida può pensare che un movimento rivoluzionario possa votare la fiducia a un governo altrui. E, con buona pace della stampa di regime, non esiste alcuna “rivolta del web” contro i No di Grillo.

E subito dopo:

Il web è una zona franca dove scrivono tutti, anche i troll dei partiti camuffati da “base di 5 Stelle”.

Insomma i grillini sono uniti dietro al loro leader, Beppe Grillo. Che parla per loro. E le voci contrarie, suggerisce (ma non dice esplicitamente), dovute a troll dei partiti camuffati da base di 5 stelle.

Si, vabbè. I 150.000 persone che hanno votato la petizione: tutti troll. L’autrice della petizione, beh, lei è proprio del partito pirata (che però, fa presente, non si è presentato alle elezioni… sottigliezze). La famosa troll che usa la sua faccia, il suo nome, dice chiaramente che lei Grillo lo ha votato e ha fatto militanza nel partito Pirata.
E i commenti sul blog di Grillo? Anche quelli di infiltrati. Davvero? Guardate cosa dichiara Franco del Prato:

Franco da Prato: “Io sono l’autore di uno dei commenti piu’ votati all’articolo di Grillo (il quinto, mi sembra), favorevole ad andare al governo: Messora mi sta dando del fesso o dell’infiltrato? Nel primo caso, se sono fesso, allora lo sono anche ad essermi iscritto al M5S fin dagli albori. Se invece mi si da’ dell’infiltrato, invito Messora a chiedere allo staff di Grillo da quanto tempo sono un’utente certificato, con tanto di invio documenti. Posso comunque anticiparlo: dal giorno esatto in cui e’ stata attivata la registrazione!!! Messora puo’ dire lo stesso?”. E ancora, prosegue: “questa volta non ci sto! Non e’ possibile che qualsiasi cosa Grillo dica sia non solo giusta, ma anche sacrosanta. Come ho detto nel post di ieri, io non pretendo di aver ragione, se il mio e’ un parere minoritario(anche se tutti i voti pro al mio post, e molti altri commenti del medesimo tenore, sembrerebbero andare nella medesima direzione)?.. Amen, cedo il passo. Ma credo sia giusto, se davvero il movimento e’ democratico (ed ho scommesso la mia reputazione ed il mio tempo, in questi anni ed in questi mesi, giurando che lo fosse), che decisioni cosi’ importanti siano, appunto, sottoposte ad un voto democratico. Se cosi’ non sara’, se si fara’ quello che vuole Grillo a prescindere, allora autorizzo Grillo a dirmi, come ha detto un paio di settimane fa a chi lo contestava (ed in quel caso, anche a mio parere, ha fatto bene): fuori dalle palle?. Saro’ gia’ all’uscita. Se invece si fara’ una conta, un democratico voto, allora sara’ la conferma migliore, la prova provata, al di la’ dell’esito, che davvero nel M5S “uno vale uno”, e potremo zittire per sempre qualsiasi giornalista che affermi altrimenti. Ad maiora”.

Sono andato a cercare il commento. Era il terzo. Non potendolo linkare (comunque la lista completa è qui) lo accludo:

NON SONO DACCORDO!!
Io sono un aderente al movimento della prim’ora.
A Bologna, al primo Vday, io c’ero, ed ho anche finanziato l’evento.

A questa campagna elettorale ho partecipato attivamente, ho convinto almeno 10/12 persone a votare M5S, ed ho finanziato la campagna stessa.

Io credo che l’esito del voto sia stato quanto di meglio ci poteva accadere: essere fondamentali e condizionanti per il nuovo governo e le sue politiche!!

Lo so che anche i dirigenti del PD sono carrieristi, li da una vita, con le mani in pasta in banche ed affari vari, ma se mi si da la possibilità di fare le leggi che volevo fare, allora posso sopportarli ancora 1 anno, non ki cambia la vita!

Soprattutto, se mi danno la possibilità di far diventare l’Italia un paese civile, con legge sul conflitto di interessi, riduzione degli sprechi, legge anti corruzione, come posso io ignorarlo?

Sono convinto tra 1 anno di avere la maggioranza e governare da solo? ma tra 1 anno il paese sarà ancora vivo?
E, soprattutto, sono sicuro che tra 1 anno avrò davvero tale maggioranza, o mi sarò perso per sempre l’opportunità di mandare a casa, definitivamente, il caimano?

Io non so se questo post lo ha scritto proprio Grillo, se lui ne condivide al 100% il contenuto, ma una cosa la so: se per presunzione, orgoglio, celodurismo od anche in buona fede mi troverò nuovamente al governo questa destra impresentabile, e soprattutto lui.. allora dovrò ammettere di aver sbagliato a credere che ci fosse davvero qualcuno su cui scommettere e sperare.

Ripeto, NON SONO DACCORDO!! e se davvero qui 1 vale 1, allora spero che hai[sic] piani alti si vada alla conta.

Il commento aveva 790 voti, e una media di 4.5-4.6 stelline (non è facile distinguere).Insomma forse i troll ci saranno anche. Forse alcuni commenti ad effetto saranno anche scritti da persone pagate dal PD (e è tutto da dimostrare). Ma sicuramente alcuni commenti e alcune persone votanti sono persone che autenticamente hanno votato M5S. 

Alcuni…, alcuni… , ma qualche misura un può più precisa non ce l’abbiamo? Pare di sì. L’istituto demoscopico SWH ha condotto una statistica e pare che 7 persone su 10 che hanno votato M5S vorrebbero un alleanza con il PD.

E si ritorna a chiedersi, chi dovrebbe avere voce in merito? Tutti gli italiani, solo chi ha votato M5S, solo chi lo ha votato dalla prima ora, solo gli attivisti? O forse solo quelli che fanno comodo alla dirigenza del M5S. Che nel frattempo si sta delineando.

Aspettando che ci spieghino che SWG è statistica di regime; i giornali stranieri sono comunisti; e Beppe Grillo è antipolitica. Perchè tutti finiscono per fare queste ridicole semplificazione, peraltro false?

La soluzione è semplice: escono esattamente 41 senatori del M5S dal Senato

Ricapitoliamo:

PD e SEL vorrebbero cominciare un governo. Per far questo devono ottenere la fiducia da Camera e Senato. Avere la fiducia vuol dire che che il 50%+1 dei senatori (presenti al Senato) e dei deputati (presenti alla Camera) votano la fiducia. Chi si astiene conta come se votasse contro. Ma siccome il quorum si basa sul numero dei senatori presenti, chi esce dall’aula, abbassa il quorum (ogni 2 persone che escono, il quorum scende di 1). Però la votazione è valida solo se rimangono almeno il 50%+1 dei parlamentari.

Quindi PD e SEL vorrebbero iniziare un governo di minoranza, su pochi punti che avrebbe le leggi approvate anche grazie al M5S. Il M5S per proprio statuto non può dare la fiducia al governo, però potrebbe essere disponibile a lasciare l’aula. Il PD ha la maggioranza alla Camera. Ma non al Senato.

Il Senato è composto da 315 Senatori più 4 senatori a vita (Ciampi, Monti, Andreotti e Colombo). Perchè il governo parta ci vuole il 50% +1 dei senatori (arrotondato in alto). Insomma su 319 senatori, ci vogliono 161 senatori che gli diano fiducia. Il PD ha 109 Senatori, SEL 7. In totale ne hanno 116. Non abbastanza. Però se il M5S (54 senatori) abbandonasse l’aula, ne resterebbero 265, portando la maggioranza a 134. Se Monti (1) e la lista Monti (19) la votassero si raggiungerebbe 136 e avrebbero la maggioranza.

Consideriamo altri voti possibili: Ciampi (1), Andreotti (si vabbè, scherzavo), PD-SVP (1), SVP-PATT-PD-UPT (3)= 141. E già rimpiangiamo la Montalcini, ma non è il momento. Insomma in questo modo funzionerebbe.

Ma, si è detto, e se allora anche la Lega e il PDL uscissero dall’aula, questo farebbe crollare il numero di senatori presenti a 149, rendendo invalida la votazione.

Però, vedete, non è che il M5S deve per forza uscire proprio tutto. Prima di tutto con un po’ di organizzazione per ogni PDL che esce uno di loro potrebbe entrare. Ma poi, se non vogliamo fare dinamiche così funamboliche, se del M5S uscissero solo 41 persone, tutto funziona. 

Guardate:

319 senatori. i 41 del M5S escono, e rimangono 319-41=278 (maggioranza 139). Con il voto dei senatori a vita il governo sta in piedi. un po’ traballante, ma in piedi.

E se escono PDL e LEGA? 319-41-116=162. Giusto abbastanza per avere una votazione valida. Quindi, ancora una volta, con un po’ di matematica si salva anche la nazione ;-) .

Chi decide per il Movimento 5 Stelle?

Siamo alla prima grossa decisione, il Movimento 5 Stelle deve concedere la fiducia al PD per un programma minimo di pochi punti che poi permette di tornare a votare su basi nuove?

Beppe Grillo ha detto di no. Molta gente ha protestato. C’è stata una petizione a favore che in 24 ore ha raggiunto 100.000 firme (le raggiungerà, adesso siamo a 98.000). I commenti più votati nel post di Grillo erano tutti a favore di dare la fiducia solo per far varare il governo, e poi passare al voto. I giornali ci si sono buttati a pesce. Nel frattempo i grillini di più vecchia data hanno dichiarato che aveva ragione Grillo. Byoblu ha fatto un’analisi di chi è la persone che a presentato la petizione. E’ venuto fuori che era una ex simpatizzante del Partito Pirata. Certo che non può parlare per il Movimento. E quelli che hanno votata la petizione? O erano del PD, o erano persone che originariamente venivano dal PD e hanno votato M5S. non hanno ancora capito, e ragionano secondo modelli antichi. Per esempio guardate questo post di Debora Billi: “M5S: inciuciare con chi ha distrutto il Paese e obbedisce allo spread?”. In cui Debora dice:

Eppure Grillo l’ha detto da 80 piazze: “Nessuna alleanza” e “Tutti a casa”. Capisco che la TV non l’ha mai trasmesso e quindi tanti non sono venuti a saperlo, ma il messaggio era chiarissimo. Chi ha votato il MoV lo sapeva benissimo: e quindi tranquilli, niente “spaccature”, malgrado si cerchi insistentemente di far credere -perfino con finti appelli di attivisti sconosciuti*- che la base sia in chissà quale rivolta. Anzitutto la base nel 5 Stelle non esiste (e non è certo i troll che infestano il blog di Grillo), e poi sanno benissimo per cosa hanno votato. Chi invece non ha votato il M5S, forse dovrebbe usare più educazione se vuol convincere il prossimo.

Ma chi decide per il Movimento 5 Stelle?Grillo viene dichiarato il capo del M5S Secondo il programma consegnato al Ministero degli interni, il “moVimento 5 Stelle indica come capo della forza politica Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe”.

Cioè ricapitoliamo: Il Movimento 5 Stelle è un movimento di cittadini che vuole partecipare alla vita politica. Cercano la Democrazia Diretta. Arrivano a chiamare gli eletti i loro dipendenti. E si aspettano che i loro dipendenti facciano quello che … quello che…
e qui c’è una prima divisione. Gli eletti del Movimento 5 Stelle dovrebbero fare quello che vogliono i cittadini italiani, o quelli che li hanno votati, o i gli attivisti del Movimento 5 stelle? E soprattutto come fai a distinguere tra i primi, i secondi e i terzi?
Partiamo dal primo caso: i senatori del Movimento 5 Stelle devono fare quello che gli viene detto dagli attivisti del Movimento. Benissimo. Ma nessuno ha una lista completa di Attivisti. La Casaleggio e Associati ne ha un’approssimazione. Ma è una azienda trasparente come il cemento. Sulla base di questa lista le persone hanno votato chi doveva presentarsi alle elezioni. E molta gente ha scoperto di non essere in grado di partecipare alle votazioni. Insomma il rischio che o non abbiano la capacità tecnica o la neutralità per gestire un processo del genere c’è. E molto fondato. Qui ci vorrebbe invece un sito open source, con una lista trasparente, ottenuta in maniera trasparente dai meet up. Nulla di tutto questo è presente. Per non parlare delle difficoltà tecniche di gestire un sito del genere. Chi può presentare le proposte? In che ordine si votano? Come si evitano che le prime proposte scritte ricevano più voti solo in virtù del fatto che sono le prima a essere scritte? Insomma, questo è al momento difficilmente realizzabile.

La seconda opzione è che votino tutti quelli che hanno votato movimento 5 stelle. Da un punto di vista etico è forse la migliore. Dopo tutto i rappresentanti del Movimento 5 stelle rappresentano proprio loro. Così è in tutte le democrazie moderne. Metti ci modernizzassimo una buona volta non sarebbe male. Problemi? Ancora manca il sito. Situazione anche peggiore per quanto riguarda la lista di chi può votare. La costituzione garantisce l’anonimità del voto. Quindi non solo non si sa chi ha votato quale rappresentante, ma non si può sapere. Se si trovasse un modo sarebbe reso illegale, perchè incostituzionale. L’unica opzione qui è fare a fidarsi. Se dici che hai votato per il Movimento 5 Stelle, tanto basta. D’altra parte in giro per il mondo si fa così. Chiami il tuo rappresentante, e gli fai le tue rimostranze. Questo avrebbe anche di positivo che introdurrebbe nuove persone alla democrazia diretta. E sarebbe poi una porta verso altre forme di attivismo. Il lato negativo è che il sistema è a rischi di essere manipolato dall’esterno. Insomma cosa impedisce a un manipolo di persone, ben organizzate di presentarsi con le proprie proposte e costringere i senatori del M5S a fare quello che vogliono loro? La cosa positiva è che, non avendo bisogno di liste della Casaleggio non c’è bisogno del loro apporto. I senatori, ciascuno per conto suo, o insieme, o in piccoli gruppi, possono ognuno trovare il proprio sito con cui chiedere alle persone che cosa vogliono che facciano. Questo avrebbe anche il vantaggio ulteriore (e parlo qui come ricercatore della eDemocracy) di far si che molti software di decisioni vengano provati in parallelo. Proprio quello di cui abbiamo bisogno per trovare che cosa funzione e che cosa no.

Poi c’è la terza ipotesi: l’idea che i rappresentanti del Movimento 5 Stelle facciano quello che gli dicono tutti. Tutti insieme, appassionatamente. Tutti i cittadini italiani. E’ la proposta più inclusiva e forse più interessante. E anche la più facile da organizzare. Non c’è bisogno di liste. Solo bisogna evitare che le persone votino due volte. E anche lì se accade ogni tanto non è grave. Basta che nessuno possa votare per 100 controllando una armata di (ro)bot. Anche in questo caso non c’è bisogno di Casaleggio. Non c’è bisogno di nessuna lista. E si accetta il voto di chiunque venga.In tutto questo gli attivisti e i simpatizzanti del Movimento 5 stelle hanno da tempo chiesto a Beppe un software per prendere decisioni online. E’ stato motivo di scazzi, teste tagliate, accuse, ripicche, e promesse. Beppe a un certo punto andò a Roma, insieme a Gianroberto Casaleggio, e ci disse (si, c’ero anche io in quella occasione) che eravamo alle porte delle elezioni e cambiare sistema in questo momento sarebbe stato un suicidio politico. Ma che eventualmente avrebbero fatto un sito in cui si poteva far girare applicazioni esterne. Tipo Facebook. E ciascun rappresentante (o gruppo locale) poteva poi scegliere il sistema che voleva per chiedere che cosa avrebbe dovuto fare. Era un’idea molto interessante, e la spiegazione che il sistema non poteva essere cambiato adesso perchè non era il momento giusto era plausibile. Così fu accettata e si andò avanti.

E ancora stiamo aspettando. Ma è comprensibile, c’erano le elezioni. Però adesso ci sono decisioni da prendere e dobbiamo capirci: che vuol dire Democrazia Diretta? Quando Grillo dice che “i rappresentanti fanno quello che vogliamo noi”, chi siamo “noi”. Lui e Gianroberto? Lui, Giaroberto e gli attivisti? Lui, Giaroberto, gli attivisti e noi simpatizzanti/votanti? O noi, tutti?

Dire che i rappresentanti devono fare quello che vogliono chi li ha votati, ma poi dividere le persone che li hanno votati in due categorie è scorretto. E’ come se Berlusconi promettesse di restituire l’IMU, ma poi dicesse che lo avrebbe restituito solo a chi era con lui dal ’94. Allora diciamo che ci hai detto una balla, e via. Lo sappiamo e la prossima volta non ti votiamo più.

Allora ci sono 3 possibili futuri che vedo. 1) qualcuno esce con una idea geniale che rende tutti felici. (probabilità, bassissima). 2) Casaleggio pubblica finalmente un sito per decidere insieme e Beppe Grillo accetta di stare un po’ più nell’ombra (probabilità, bassa). Ma io non credo che nessuna di queste due cose accadrà. Invece da adesso ci sarà un guerra di logoramento (opzione 3). E non si logorerà solo il PD, ma anche il M5S. E pian piano i malumori nel M5S cresceranno. Quello che potrebbe accadere, è che eventualmente un senatore metta sù un sito e chieda alle persone cosa deve fare. La gente glielo dice.
I passaggi successivi sarebbero quasi inevitabili:
Grillo si incazza, lo caccia. Lui non fa una piega. Rifiuta di restituire il mandato. Rifiuta di seguire regole diverse. Continua a comportarsi verso i suoi elettori come ha promesso di comportarsi (seguendo quello che gli viene detto). Non verrà rieletto (almeno non nelle file del M5S), ma darà l’esempio. E altri lo seguiranno. Se fossero abbastanza potrebbero anche smarcarsi da Grillo e fare una nuova forze politica. Ma attenzione, questi cittadini non sarebbero traditori, perchè non avrebbero tradito il mandato dato loro. Continueranno a lavorare per portare avanti il programma che fu accettato all’inizio. Solo seguendo le direttive delle persone e non del sito del “portavoce”.

Il risultato delle elezioni: fate una nuova legge elettorale

Ormai i risultati delle elezioni sono chiarissmi. Alla Camera ha vinto il PD frutto di un enorme premio di maggioranza. Al Senato nessun partito ha invece la maggioranza. Anzi! Tre partiti dominano il senato. Considerando i senatori a vita il potere di ciascuno partito risulta essere:

33.036%            PD

32.270%            PDL
32.270%            M5S

0.383%              LEGA
0.383%              SEL
0.383%              Con Monti (incluso Monti Senatore a vita)

0.255%             IL Megafono
0.255%             Grande Sud
0.255%             Ciampi
0.255%             Colombo
0.255%             Andreotti

Il che vuol dire che se tutti i partitini si mettessero insieme, allora ciascuno avrebbe un po’ di potere. Di fatto ci sono 3 partiti, e nessuno può governare. E allora?

Allora io penso che sia una magnifica occasione! Non sto scherzando.
Il PD ha detto che la sua prima priorità era fare una nuova legge elettorale e un legge sul conflitto di interessi. Orbene, adesso lo può fare. Infatti è più o meno la sola cosa che può fare.

PD e Movimento 5 Stelle possono ora fare la migliore legge sul conflitto di interessi possibile. E una legge elettorale equa. Riportando finalmente la possibilità di indicare delle preferenze. Ma anche di più, ora si potrebbe spingere per eleggere i propri rappresentanti con Approval voting. Questo è il momento!

Per discutere questo ho iniziato una domanda su Vilfredo:

Quale nuova legge elettorale per l’Italia? 
Molti di voi sanno come funziona Vilfredo comunque per gli altri:

Vilfredo funziona attraverso un alternanza di fasi di propositive (in cui ciascuno scrive le proprie proposte) e fasi valutative (fasi in cui ciascuno vota tutte le proposte per lui accettabili). Poi il sistema estrae usando un algoritmo matematico una selezione di proposte da usare come seme per le proposte della fase propositiva successiva.

Video di Istruzioni (in breve, 10 minuti).
Video di Istruzioni complete (4 video, 30 minuti in totale, include le spiegazioni dell’algoritmo matematico)


Partecipate, partecipate, partecipate!

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Avessi avuto una pistola gli avrei sparato

Era il 2 Giugno 2010, di pomeriggio.

Ero andato alla Macchia di Gattaceca. Un parco ai margini di Mentana.
Ero lì per il compleanno di un amico, ma il tempo era nuvoloso. Molti amici se ne erano già andati. A un certo punto cominciò a piovere. Alcuni amici avevano deciso di andar via prima. Altri di andar via con le prime acque. Alla fine decidemmo di tornare e spostarci al chiuso. Tornammo alle macchine. Io ero in motorino. Quando le macchine partirono restai un po’ indietro. Fu per la strada di ritorno che accadde. A un certo punto la strada sterrata costeggia un campo. A destra il parco con gli alberi, a sinistra il campo e in mezzo la strada. C’era forse un’altra strada per tornare? Non lo so. Quando ci arrivai la strada era appena stata liberata da un gregge di pecore. I cani pastore, tre, erano sotto gli alberi. Sì, ne ricordo tre, ma forse erano anche quattro. Quando arrivai cominciò a piovere forte, così accostai sotto gli alberi, aspettando che le ultime pecore finissero di spostarsi, e la pioggia scemasse. Ero a circa 500 metri dai cani. Se avessi voluto sarei potuto tornare indietro allora. Adesso è facile dirlo e capire che quello era il momento di battere in ritirata, prima ancora di avvicinarmi. Ma allora non avevo paura dei cani, un certo rispetto sì, ma terrore no. La situazione era assolutamente normale, solo non si vedeva il pastore. Evidentemente si era andato a riparare dalla pioggia. D’altra parte si sa che è un lavoro noioso, e gli animali a un certo punto tornano all’ovile da soli. Che bisogno c’è del pastore?

Quel giorno però pioveva. I cani sotto gli alberi, io sotto gli alberi, e le pecore che a questo punto avevano lasciato la strada. Tutto era tranquillo. Decisi di ripartire. I ricordi sono adesso un po’ confusi. Ricordo la bellezza del cielo terso dopo la pioggia. Le nuvole che si allontanavano, e questi cani. Mi avvicinai con il motorino acceso, non c’era assolutamente nulla di pericoloso. Feci per ripartire e i cani mi si pararono davanti. Mi abbaiavano, ringhiavano. “Di qui non passi”. Mi bloccai. Continue reading

Il popolo Viola e quando la rivoluzione deve aspettare

Un fantasma si aggira per l’Europa. Un altro. E non soltanto per l’Europa. Non sto parlando del capitalismo, del marxismo, della rivincita del proletariato, ma di un’idea. L’idea che sia possibile costruire una società senza figure di riferimento. Senza leaders. Senza capi. Senza neanche modelli viventi. Gente idolatrata.

Non so quando questa idea sia nata, ma so quando questa idea è diventata veramente sentire comune qui in Italia. Era su La7. Il lunedì sera proprio prima il No B Day. Perchè il No B Day è stato lanciato da una persona qualunque, in un posto qualunque (facebook, con oltre 10 millioni di persone iscritte solo in Italia è ormai un posto come un altro). La persona in forma anonima ha lanciato l’idea e in centinaia di migliaia l’hanno accolta. E so no andati per la strada. Ma non è di questo di cui voglio parlare. E’ del fatto che i giornalisti sono impazziti. Anche mio padre, che in genere è abbastanza attento a quello che succede in rete ha scambiato la manifestazione per una manifestazione di Di Pietro. Ma magari Di Pietro fosse in grado di muovere tutta sta gente. No, questa è stata una autentica dimostrazione di democrazia dal basso. E quando alcuni tra gli organizzatori (eh, si ci sono comunque degli organizzatori) sono stati invitati a L’Infedele… loro non sapevano chi avesse lanciato l’idea.

Uno di loro ha anche detto quello che secondo me dovrebbe essere il manifesto della nuova politica:

Ma chi se ne frega di chi ha avuto l’idea per primo.
L’idea era buona e ci siamo uniti attorno a quell’idea.

Ecco, questa secondo me è la parte geniale. Quella a cui tutti stiamo cercando di tendere, una società dove non si divinizza una persona perchè ha avuot una buona idea. E questoo è buono perchè quando si divinizza una persone, gli si da un potere che non è bilanciato dalle sue reali capacità. E la persone finirà per fare cazzate. Invece la società deve sempre essere aperta a idee di tutti. Non solo a quelli che hanno avuto buone idee in passato.

Questa è l’idea che serpeggia in Europa, e non solo. Ma siamo ancora ben lontani dall’essere in grado di applicarla. Il No B Day era un buon esempio, ma era un esempio in negativo. Un’unione contro una persona. E’ facile essere d’accordo quando si va contro qualche cosa. E’ più difficile essere d’accordo nel costruire. Adesso il Popolo Viole (come hanno cominciato a farsi chiamare), hanno dichiarato (ma chi? Con che autorià?) che non faranno un partito. Ma che però vogliono costruire. E hanno anche cominciato a darsi delle regole. Le riunioni aperte a tutti. Tutti possono votare, ecc. Insomma non fanno un partito, ma poco ci manca. E per che questo? Perchè nessuno sa ancora come far si che un gruppo di oltre 12 persone si organizzi senza leaders. Neanche impliciti.

Come si organizza una sezione di brainstorming a cui partecipano 100 mila persone? Impossibile direte voi? Io non credo. Ed è su questa linea che si sta sviluppando la mia ricerca più recente. Ma in ogni caso per adesso gli strumenti non ci sono. E dunque ci saranno tante, ma tante false partenze.

Ma ogni falsa partenza ci insegnerà qulche cosa.

E intanto io e i miei amici di Metagovernment, cerchiamo di costruire lo strumento ideale per un’autentica democrazia partecipativa. L’ultimo progetto su cui sto lavorando è Vilfredo Goes To Athens. Ma di questo parlerò in un altro post.

L’Enciclopedia Britannica

Nella mia famiglia avevamo un tesoro. Io sono cresciuto con la consapevolezza di essere diverso, perchè avevamo in famiglia questo tesoro. Ci fu tramandato attraverso i decenni, forse attraverso i secoli. Non so quanto fosse antico. Era un’Enciclopedia Britannica. Era rossa, in una ventina di volume occupavano una parete della sala. Per molti anni non avevo il permesso di toccarla, in caso la rovinassi. L’enciclopedia non era neanche innocente, era stata la causa di una storia di cappa e spada, dovemmo combattere per ottenerla. Non ricordo i particolari ma fu a tratti promessa a diversi membri della famiglia. Promesse ritrattate, date da chi non aveva il diritto di farle…? Non ricordo, se anche ho mai saputo. So solo che a causa sua alcuni rami della mia famiglia non si parlarono per almeno dieci o vent’anni. Insomma era un’Enciclopedia Britannica, mica cacca!

Mio padre se ne andò di casa, e giustamente non si prese la Britannica. Era della famiglia di mia madre, e sarebbe arrivata a me. Non chiese neanche di prenderla, ci mancava solo! E poi il residence era così piccolo,  e anche lui l’aveva usata solo un paio di volte in 15 anni di matrimonio. Io crebbi e andai via di casa, andai di casa in casa, di terra in terra, di lavoro in lavoro. Vissi per anni in un camper, era più accogliente degli appartamentini per gli studenti che mi potevo permettere. E poi quando cambi città ogni 6 mesi, fa comodo portarsi la casa dietro. L’enciclopedia era sempre lì. Dall’alto dominava la sala. 5 metri di libri rossi! Che colpo d’occhio!

Poi il caso volle che mia madre si trovò nel mezzo di una battaglia campale contro gli acari. Campale perchè dovette accamparsi ovunque la Zucchet non era. Mettere tutto in degli scatoloni e aspettare che i tecnici facessero il loro lavoro. Fu lì che mia madre decise infine di dar via la mia eredità. Posta alle corde dagli acari, mise i 5 metri di libri rossi in alcuni scatoloni e li regalò al più fidato delle persone che l’aiutavano. E lui… rifiutò il regalo. E così la seconda persona più fidata, e la terza. Credo dovette passare in rassegna tutta la rubrica prima di trovare una buon anima che se la prendesse. Un giovane 26enne, sud americano, che da poco aveva messo su famiglia. La maggior parte della gente rifiutò gentilemente, altri accennarono che forse c’era un secchio dell’immondizia vicino a casa.

Quando sentii mia madre si sentiva ancora in colpa per aver dato via la mia eredità senza consultarmi. Fummo entrambi sorpresi, io che lei l’avesse data via, lei che in fondo non mi interessasse così tanto. Ma se l’avessima data via 20 anni fa a chi la voleva così disperatamente, non avremmo risparmiato tanto sangue acido? Ma certo avremmo perso il colpo d’occhio… Certe cose hanno la loro importanza; insomma, era un’ Enciclopedia Britannica, mica cacca!

Donare il superenalotto per le vittime del terremoto?

La Natura si è scrollata e son morte molte persone.

Continuo a vedere su Facebook persone che suggeriscono di donare i soldi del superenalotto (quasi 40 milioni, leggo), alle vittime del terremoto in Abruzzo.

Mi sembra molto ingiusto.
Perchè?

COminciamo con il dire che l’enalotto, come tutti i giochi d’azzardo gestiti dello stato, non è una spesa, ma un attivo.

Il Superenalotto non è soltanto milioni di euro di premi ma anche, fra tutti i giochi pubblici, quello su cui lo Stato guadagna di più: su 100 euro incassati ne riversa infatti 49,5 allo Stato. Molto al di sotto gli altri, che in generale si attestano fra il 20 e il 30%, per non parlare delle scommesse sportive, la cui tassazione non supera il 5%. Nel 2007 ha raccolto in Italia 1 miliardo e 940 milioni: di questi, 960 milioni sono confluiti nelle casse statali. Simile l’andamento per il 2008: nei primi nove mesi la raccolta ha raggiunto il miliardo e 460 milioni, di cui 723 destinati allo Stato. Tolto il prelievo erariale, il restante 50,5% viene così distribuito: 38,1% al montepremi, 8% al punto vendita, 4,4% a Sisal. Le vincite non sono tassate.

Fonte

Dunque parte dei soldi del superenalotto vanno alle casse dello stato. Alcuni di questi, si spera, dovrebbero da li essere ri indirizzati alle vittime del terremoto. Questo è inevitabile. E’ già così. Lo stato gestisce le sue entrate (tra cui il superenalotto) e le sue uscite, e tra le uscite ci sarà di certo la voce terremoto, aprile 2009.

Ma perchè non donare di più? Perchè non stiamo donando soldi nostri, ma soldi di qualcunaltro. Le persone che giocano al superenalotto entrano in un contratto con lo stato. Loro pagano pochi spiccioli e in compenso hanno una probabilità infinitesimale (ma non nulla (!)) di vincere cifre astronomiche. Io lo considero una tassa sulla stupidità. Più sei scemo più paghi. Ma per carità chi vuole giocare, giochi. Però queste persone hanno diritto ad avere la possibilità di vincere. Se gliela leviamo non commettiamo solo un crimine (stiamo cambiando un contratto dopo che è stato stipulato), ma rischiamo che queste persone, giustamente, richiedano indietro i soldi. Ne avrebbero il diritto. COn il risultato che non solo lo stato si troverebbe a dover ripagare i soldi usati per l’abruzzo, ma anche a non avere is soldi che incassava per le tasse.

Insomma, non mi sembra una grande idea.

Ci sono poi persone che suggeriscono di far pagare i politici. Capisco l’odio per i politici, specie in un momento in Italia in cui ne combinano di cotte e di crude, ma qui stiamo veramente raggiungendo l’assurdo. Se un politico ha rubato, che lo si scopra e restituisca. Ma chidere che tutti rinuncino al loro stipendio mi sembra non solo impensabile, ma inaccettabile. Ma insomma, perchè le persone che suggeriscono questo non rinunciano al loro stipendio? Insomma, tutto questo fa parte del donare i soldi degli altri. Anche nota come la tirannia della maggioranza.

Magari quello che si potrebbe fare è che ci tassiamo tutti, un poco. E così sarà.

Proposta Indecente n.2 : E se l’anno di pensionamento dipendesse dall’aspettativa di vita?

In ogni paese l’aspettativa di vita misura quanti anni una persona vivrà.
Così se io ho un’aspettativa di vita di 50 anni vuo dire che ho una probabilità di essere vivo 50 anni da adesso del 50%.
Ogni anno invecchio e la mia aspettativa di vita diminuisce, di un po’ meno di un anno. Questo perchè ho già giuocato alla roulette un anno attraversando la strada ammalandomi e senza mai morire. Così la mia aspettativa di vita non è fissa a una certa data ma avanza lentamente.
L’aspettativa di vita dipende dal paese in cui si nasce, in cui si vive, dal lavoro che si fa, dal sesse, dallo stile di vita, dalle malattie genetiche della propria famiglia, dal livello di depressione nella propria famiglia, eccetera eccetera eccetera.
Insomma prende in considerazione proprio tutto. O almeno dovrebbe.
Ci sono diversi strumenti in rete per misurare la propria aspettativa di vita.

D’altra parte l’anno in cui si va in pensione è fisso. Al momento si va in pensione a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le donne.

Ecco io credo che l’età di pensionamento dovrebbe dipendere dall’aspettativa di vita. Ormai siamo abbastanza bravi nel calcolare l’aspettativa di vita. Non sappiamo quando una persona muore, ma sappiamo quando il 50% delle persone nella tua condizione saranno passate a miglior vita. E secondo me una persona può andare in pensione quando la sua speranza di vita è pari agli anni che ha passato lavorando moltiplicato per una certa costante K, fissa e uguale per tutti indifferentemente.

Aspettativa_di_vita=K*Anni_Lavorativi

E le persone per cui Aspettativa_di_vita<K*Anni_Lavorativi dovrebbero essere in pensione,

e quelle per cui Aspettativa_di_vita>K*Anni_Lavorativi dovrebbero lavorare.

Per esempio con K=1/2=0.5
Abbiamo che una persona deve lavorare il doppio degli anni rispetto a quelli che passa in pensione. Quale K si possa usare dipende dallo stato del paese e dell’economia. Non sta a me indicarlo e anzi apprezzerei commenti che suggeriscano un range. Certo che più K è alto prima andremmo tutti in pensione.

Cosa comporterebbe un sistema pensionistico di questo genere?
Le fasce più povere andrebbero in pensione prima. Al momento ci sono lavori massacranti che hanno l’effetto di far invecchiare precocemente una persona. Per esempio i piloti e gli assistenti di volo transcontinentali su tratte east-ovest muoiono prima. Anche 10 anni prima degli altri. I minatori muoiono prima. Le persone ammalate andrebbero in pensione prima. Gli uomini andrebbero in pensione prima delle donne (adesso è il contrario). Chi comincia a fumare andrebbe in pensione prima (ma si potrebbe aggiungere un correttivo per ignorare come l’aspettativa di vita dipenda dal fumo e da altri vizi). A seconda di dove una persona vive andrebbe in pensione prima o dopo. Chi ha una vita sana, ama il suo lavoro, ha un lavoro non stressante, potrebbe continuare a farlo più a lungo.

Bisognerebbe poi chiedersi cosa fare nel caso delle persone che per vari motivi hanno una aspettativa di vita molto bassa, vanno in pensione, e successivamente la loro aspettativa di vita si alza. Per esempio hanno un cancro, vanno in pensione, e in seguito guariscono dal cancro. Dovrebbero tornare al lavoro? Non mi pronuncio su questo caso, ma sono aperto a varie proposte.

E poi se si usasse questo sistema l’età pensionistica verrebbe automaticamente modificata con i successi (o gli insuccessi) della medicina.

In generale l’idea di legare in maniera semplice l’aspettativa di vita all’eta pensionistica secondo me porterebbe a notevoli vantaggi. Più eguaglianza, un sistema pensionistico più flessibile e in generale una società migliore.

Se pensate che sia una buona idea parlatene nel vostro blog, così che non rimanga lettera morta.

Proposta Indecente n.1 : E se si venisse pagati per non votare?

Ho deciso di scrivere una serie di proposte indecenti. Idee, politically incorrect, di come si potrebbe modificare il mondo.

C’è una azienda, che quando un nuovo lavoratore arrive, prima lo assume, poi gli insegna il lavoro e poi gli offre mille dollari per lasciare il lavoro. L’idea è che se una persona prende i mille dollari, non era veramente interessata al lavoro, e avrebbe causato ben più di mille dollari di danni all’azienda.

Spesso la gente va a lavorare, senza avere una visione globale di quello che va a fare. Non sempre (o quasi mai) c’è la comprensione dell’importanza del gesto. E spesso il voto può essere cmprato da persone che offrono spiccioli a quelli che li votano, e poi fanno danni enormi al Paese. Ecco, io mi chiedo, ma se ogni volta che si va a votare ci fosse un’offerta di soldi. Tu vai a votare e hai la scelta: o prendi 100 euro, firmi e te ne vai, o voti, firmi e te ne vai. Quanta poca gente voterebbe? E soprattutto come cambierebbe la classe politica votata dalle persone che hanno resistito a queste sirene? Io sono convinto che la generazione che ha fatto la guerra, quelli che si sono battuti perchè questo paese sia una democrazia continuerebbero a votare. Ma in gran massa quelli che si fanno abbindolare dai vari politici senza scavare… ecco io credo questi non voterebbero. E il costo per il paese sarebbe molto meno che 5 anni di governo inetto e disonesto.

Dublino, Venerdì 13 Giugno, 2008

Il problem non è che ci sono troppe elezioni per l’Europa, ma troppe poche. E la gente si sente di non controllare un processo che è più grande di loro.
Quando la gente vota No al grido: quando in dubbio vota No, come interpretarlo se no?

Ora può essere che gli Stati Uniti abbiano dato una mano finanziando sottobanco la pubblicità per il No. Loro di certo hanno da guadagnare a continuare a essere La superpotenza. Ma quella pubblicità ha trovato un terreno fertile su cui attecchire.

Ma insomma se il 95% del parlamento irlandese ha detto di votare Si, e il No ha vinto nettamente qualche cosa vorrà dire.

Ha ragione Calderoli, per una volta (unica!), a far notare che da quando l’Europa si è presentata per essere ratificata dai popoli ha preso una batosta dopo l’altra.

Adesso qui vorranno rifare il referendum. E ancora, e ancora finchè il Si non vince. Strano che la costituzione lo permetta.

Io non sono contro il fatto di tornare alle urne, ma secondo me bisognerebbe farlo sul serio.

Quando c’è un referendum, e quando l’indicazione di voto del parlemento è più del 20% diversa dal risultato il parlamento si dovrebbe considerare automaticamente delegittimato. SI dovrebbero indire subito nuove elezioni, e subito dopo un nuovo referendum. Referendum a cui il nuovo parlamento dovrebbe dare delle indicazioni di voto. Poi se ancora il risultato del referendum è diverso con uno scarto del 20% tutti a casa ancora. E così via finche la scissione tra popolo e suoi rappresentanti non venga sanata.

Questo vorrebbe dire che il popolo è sovrano, che i rappresentanti lo rappresentano.

E con i moderni mezzi si potrebbe organizzare al ritmo di un elezione ogni 2 giorni. Nel giro di una settimana avremmo un parlamento che rappresenta i cittadini.

Voi aprite la Rai e noi si paga.

Adesso vogliono inserire il canone Rai nella bolletta della luce per imporlo a tutti. Ma io la televisione non ce l’ho. Non mi piace, ho smesso di vederla quando sono uscito di casa a 19 anni. Ma perche’ devo pagarla. E come fanno a stimare che il 25% non paga il canone. Come fanno a sapere che quel quarto di popolazione la televisione ce l’ha? Se lo immaginano.

La televisione la guardano sempre in meno. E sempre piu’ gente si informa via internet. E siccome si sentono mancare il terreno sotto i piedi si aggrappano.

Ho un’altra proposta: chiudiamo la Rai e facciamola finita!

Sarei disposto a pagare un canone rai se tutti i programmi che sono usciti nella rai, tutti i loro archivi, fossero consultabili, direttamente, via internet. Programmi fatti con i nostri soldi (e dei miei genitori) dunque nostri programmi. Infatti non dovremmo neanche dover pagare: sono gia stati pagati!

Consigli dei ministri aperti

Interrompo il mio silenzio per una proposta davvero importante di Beppe Grillo:

Per evitare altre brutte figure Prodi pubblichi prima le proposte del Consiglio on line, legga i commenti e poi proceda. I cittadini sarebbero informati e anche i Ministri.
La Commissione cultura della Camera esamina oggi la Levi-Prodi. Vorrei che la discussione sia resa pubblica con la possibilità di commentarla.

Rendere pubblico il percorso delle leggi le renderebbe automaticamente controllate da tutti i cittadini interessati.
Non solo le leggi devono essere pubbliche quando vengono votate al consiglio dei ministri, ma deve essere anche pubblico (e linkabile dalla rete) chi a votato per che cosa per ogni livello della legge, e chi ha scritto le leggi.

Se qualcuno aggiunge qualche cosa a una legge vogliamo sapere chi ha aggiunto che cosa. Come con i wiki, si puo vedere la storia delle varie versioni cosi’ deve essere con le leggi.

Non e’ tanto da chiedere da un paese che si dichiara democratico. Ma e’ tanto da chiedere a un paese che non lo e’ mai stato veramente.

Dalla quantita’ alla qualita’

Beppe Grillo ha finalmente introdotto la possibilita’ di votare i suoi commenti. E’ un cambiamento fondamentale perche’ permette (cioe’ permettera’ in futuro) di filtrare i 3000 commenti al giorno per trovare quelli che sono veramente validi. Questo e’ necessario epr eliminare la marea di m… che invade i suoi commenti, dove 9 commenti su 10 sono o spam, o gente che e’ arrabbiata con il mondo e scrive offese senza un reale punto, o gente che si limita a scrivere “sei bravo beppe, entra in politica”. Che si potrebbe essere d’accordo, ma trovarselo ripetuto per centinaia di commenti al giorno, fa venire la nausea. E non e’ utile.

Per votare bisogna essere registrati (cosa di due minuti), e si puo votare a qualsiasi commento non proprio. Una volta sola, e dando un valore tra 1 e 5 (zampe, carine!). Per adesso non si possono filtrare i commenti sotto un certo valore, ma posso immaginare che quella sia la direzione in cui i tecnici vogliano andare.

Il paragone necessario, qui, e con slashdot. La super comunita’ che ha fatto del voto ai commenti la propria bandiera. Slashdot funziona cosi’ bene che se si mette il filtro al massimo su 800 commenti si finisce per leggere una decina di ben pensate risposte che aggiungono effettivamente alla discussione. Un ottimo sistema che in molti hanno copiato.

Su slashdot il voto e’ leggermente diverso. Ogni utente registrato, ogni tanto (cioe’ non sempre) riceve un certo numero di palline con cui puo’ votare i commenti degli altri. Quando le palline sono finite la possibilita’ di votare termina. Le palline non sono presenti per sempre, e non si possono conservare per momenti propizi. Per esempio per far salire dei commenti dei propri amici. Ma dopo qualche giorno vanno a male e cascano.

Perche’ questo sistema a palline, invece di dare a tutti la possibilita’ di votare quanto si vuole? Perche non tutti hanno il tempo di votare per tutti i commenti, e si vuole dare la possibilita’ a a tutti di partecipare equalmente. In realta’ il sistema di /. e’ leggermente piu’ complicato con un valore di karma, cioe’ con il fatto che persone che scrivono commenti che ricevono un bel voto partono leggermente avvantaggiate, e ricevono piu’ volte le fiches per votare (le palline). Ma il sistema di Beppe potrebbe anche funzionare. Ha il pregio della semplicita’ e e’ comunque un buon esperimento.

Del resto l’ho suggerito io. Ma mai che i super bloggers si ricordino di queste cose ;) .

Per il verde, e se facessimo come gli inglesi

Il concetto del verde e’ ormai all’ordine del giorno. Le citta’ sono asfisianti, lo sappiamo. Io personalmente quando devo lavorare in citta’ cerco sempre una casa ‘un po’ fuori’ e faccio avanti e indietro con il treno. O mi accampo col camper fuori citta’ e risolvo cosi’. Vita da temp.

Pero’ leggendo il messaggio di Beppe Grillo, l’intervista, e anche un commento che e’ arrivato qui, mi sono chiesto perche’ in Inghilterra e in Germania c’e’ piu’ verde. E solo che la pubblica amministrazione e’ corrotta o siamo male organizzati.

Il problema presentato da Grillo riguarda Milano. Personalmente non sapevo ci fosse rimasto anche un solo albero a Milano. Ma pare ci sia… ancora per poco. Vogliono costruire dei grattacieli e gli inquilini delle case sottostanti protestano. Giustamente, presto saranno sovrastati da queste strutture enormi, perdendo il cielo, la vista, il verde e la solitudine. Credo anche dei soldi perche’ in questi casi le loro case probabilmente si svaluteranno.

Ma la mia domanda e’… e se facessimo come in Inghilterra?
In inghilterra, spesso si trovano una serie di case attorno a un campo. Un campo da calcio, un prato, un parco, un giardino. E uno si chiede, e perche’ li non ci hanno costruito? Ebbene (e qui ce la genialita’), il parco non e’ pubblico. Il fazzoletto di verde e’ stato infatti comprato da tutte le case intorno. Con l’accordo di non venderlo a nessuno. Sono loro che mantengono quel pezzo di verde in scacco e con questo la vista, e la qualita’ della vita delle loro case. A questo si aggiunge la legge inglese che impone (non chiedetemi i dettagli) a chi possiede dei campi di lasciare dei passaggi a lato per la gente per passeggiare. Con il risultato che benche’ tutto sia recintato, si puo passeggiare e godersi il verde ovunque.

Non e’ necessario recintare tutto. E forse si puo introdurre una legge dove certe zone di verde pubblico possono essere comprate dalle case vicine con l’accordo che nessuno puo’ farci nulla. Il comune non ha diritto di venderle. I proprietari delle case non hanno diritto di recintarle. Ma deve restare un verde aperto.

Come avrete capito non sono un avvocato e sono ignorante sulla cosa piu’ importante: i dettagli. Ma sono convinto che l’idea possa essere trapiantata in Italia. Ci vorrebbe qualcuno che spieghi bene come funziona in Inghilterra e qualcuno in Italia con conoscenze legali che analizzasse come si puo’ fare.

Certo l’idea si potrebbe applicare solo sui progetti futuri. Ma questo credo sia inevitabile. Pero’ e’ gia tanto.

A scuola di vittimismo

Che tristezza!
Un articolo de La Repubblica ci racconta di come due studenti abbiano mandato un mazzo di rose a una compagna con il messaggio: “A …, per la nostra notte indimenticabile, il tuo cioccolatino”. E lei sia andata dal preside, prima, e poi, dopo averne parlato con i genitori, e’ andata addirittura al commissariato di polizia. Credo stia facendo pure le pratiche burocratiche per far intervenire la Nato.

I ragazzi sono stati interrogati da degli agenti, e sospesi per un giorno.

Ecco, io credo ci sia un grosso pericolo dietro tutto questo.
Il pericolo di andare verso una societa’ senza flessibilita’, senza senso dell’umorismo, in cui chiunque si puo’ dichiarare vittima anche quando oggettivamente non e’ successo niente di grave.

E il peggio e’ che in questa societa’ chiunque sia in una posizione di responsabilita’ deve sempre dare ragione alla ‘vittima’, pena essere posti al pubblico ludibrio, o essere accusati, magari anche in sede legale. Il preside rischiava grosso, insomma, se lasciava correre. E il commissariato di polizia ha dovuto mandare gli agenti. Che eccesso. La Nato credo stia pensando di far intervenire i marines da Vicenza.

I genitori dei ragazzi sospesi stanno pensando di sporgere denuncia. E voi penserete che io sia contro questa iniziativa. D’altra parte adesso sono loro a fare il gioco di essere le vittime. Be, se lo fanno secondo me fanno bene. Di scherzi al liceo ne vengono fatti tanti. Ed e’ importante che vengano interpretati come scherzi. E quando non lo sono, se un lato tira fuori i pezzi da 90, anche l’altro si deve difendere. Se no si finisce nella societa’ controllata da vittime, sensi di colpa e gente aggressiva passivamente.

Come avrebbe risposto una ragazza con senso dell’umorismo e sicura di se’?
-”oh, che caro, pero’ non ha firmato ne’ ha messo la data. E adesso come a faccio a sapere quale dei miei amanti sia?”
Oppure
-”La notte indimenticabile? Nei suoi sogni!”

La soluzione al doppio cognome: si tiene il piu’ raro

Adesso stanno litigando se in italia bisogna mantenere il cognome del padre, o quello della madre, o entrambe, o uno a scelta dei genitori.

Io sono una persona che ha due cognomi. Mi chiamo Speroni di Fenizio. Speroni e’ il cognome di mio padre, di Fenizio il cognome di mia madre. Mio nonno, Ferdinando di Fenizio, ha chiesto nel testamento che io assumessi entrambi i cognomi, per far si che il cognome di Fenizio non scomparisse. E attraverso una lunga procedura burocratica sono riusciti a farmelo avere. Com’e’ vivere con due cognomi? Scomodo, ma fattibile.

Personalmente l’idea di dare due cognomi a tutti non mi sembra una grande bischerata. Due alla prima generazione, quattro alla seconda. Otto alla terza. E di questo passo non ci fermiamo piu’. D’altra parte per una volta ha ragione la Bindi (e sottolineo per una volta!). Se la scelta tra i due cognomi viene lasciata alla famiglia si tiene il cognome del padre. Perche’ e’ questo che succederebbe, lo sappiamo. E allora.

Ho una proposta rivoluzionaria. Si tiene il cognome meno numeroso. Il piu’ raro.

Per esempio. Ci sono 571 Speroni, e 3 di Fenizio. Io terrei il cognome di Fenizio. E non sparirebbe.

I cognomi si manterrebbero molto di piu’. Ci sarebbe piu’ diversita’.
Ci sarebbe una legge chiara e definita su come chiamare i bambini, senza che i padri possano decidere anche per le madri. Si eviterebbero questa crescita di cognomi abnormi come esiste in Spagna. Si eviterebbe anche di avere cognomi, come Rossi e Bianchi che dominano su tutti gli altri.
Rossi: 54769.
Bianchi: 22530.

Mi sembra l’uovo di Colombo (Colombo: 20926).

E tu quale cognome conserveresti?

Ti andrebbe bene?

Ricontare le schede bianche.

Quando e’ uscito il film di Deaglio la prefettura di Roma ha subito aperto un inchiesta. E io mi sono detto: “Pero’ vedi, io che parlo sempre male dell’Italia, e invece in questo caso ci stiamo comportando proprio bene.” Illuso. “E proprio da Salvatore Vitello, quello stesso Salvatore Vitello che aveva protestato per le foto del Papa in uniforme da nazista. Vedi che lo avevo giudicato male…”.

E invece nel giro di 2 giorni gli stessi pubblici ministeri, sempre Salvatore Vitello, per intendersi, ha rivoltato la frittata e accusato Deaglio di turbare l’ordine pubblico. Questo dopo avere deciso che non si sarebbero ricontate le schede.

Ma perche’ no? L’unica ragione non per ricontare e’ perche potrebbe venire fuori che Deaglio ha ragione. Certo non si puo’ accusare Deaglio, senza contare le schede bianche. E c’e’ tutto lo spettro politico che le vuole ricontare. Da Fini a Di Pietro.

Io, personalmente sono rimasto molto sorpreso dai risultati delle elezioni. Vi ricordate come e’ caduta la DC, quando e’ arrivata tangentopoli? Che tonfo! Era l’Italia che si e’ svegliata e ha detto basta con questo schifo. Mi aspettavo che l’Italia si svegliasse di nuovo e si levasse di dosso questa generazione di faccendieri e politicanti da strapazzo. E invece un testa a testa non me lo aspettavo proprio. Dunque io sono personalmente convinto che ci siano stati dei brogli. Ma non ho prove. E’ solo una sensazione. Beppe Grillo mostra anche un interessante filmato di Dalla Chiesa sull’argomento. Ecco io vorrei che tutti i bloggers che sono per ricontare le schede lo dicano. Facciano sentire la loro voce. Non possiamo permettere che la cosa passi senza essere sviscerata fino in fondo. Non ci possono essere dubbi.

Ricontare!
Ricontare!!
Ricontare!!!