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In un mondo non lineare

Stavo leggendo Deepak Chopra: the seven spiritual laws of success. Che mi venne regalato da un amico inglese. La quarta legge è la legge del “minor sforzo” (“the law of least effort”). A pagina 54 dice: Nature’s intelligence … is non linear…

La mia reazione fu poco diplomatica: “What a bunch of crap” (“Che marea di cazzate”).

Perchè è ovvio. Perchè tutto al mondo è non lineare. L’unica cosa lineare sono le equazioni con cui cerchiamo di spiegare il mondo… in prima approssimazione. Ma solo in prima approssimazione. In seconda non sono più lineari… sono quadratiche.

S shaped curveIl mondo è non lineare. Nulla cresce in maniera costante. Ogni parametro dipende da tanti fattori e, in genere, dipende dal suo stesso valore (feedback). Se questo valore cresce più facilmente per valori alti che per valori bassi, si ha un feedback positivo (“a chi ha sarà dato”), se è invece rallentato per valori alti is ha un feedback negativo. Ogni cosa in biologia è in ultima analisi dominata da un feedback negativo. Questo perchè, in biologia, nessun parametro può crescere indefinitamente. Ma all’interno di questi limiti altre leggi (sempre non lineari) lo dominano. Così si finisce per avere la classica curva a S, dove un parametro cresce esponenzialmente per un certo periodo, poi cresce (temporaneamente!) in maniera lineare, per poi stabilizzarsi, tendendo a un massimo. L’asintoto. Cose da liceo.

Ma se quello che dice Chopra è vero (qualunque cosa si riferisca, quando parla di “Nature’ intelligence”) perchè questo fastidio. Il fastidio non mi viene dal fatto che quello che dice è falso, ma dal fatto che usa una matematica elementare per abbagliare persone che non si danno la pena di cercare di capire cosa voglia dire. (Lo facesse con gli spazi di Rienmann sarebbe tutta un’altra cosa :) ). E’ così che una cosa non lineare diventa “buona” e lineare diventa “cattiva”. In prima approssimazione.

Ma tutto è non lineare. Il nostro corpo è non lineare, l’economia è non lineare, George Bush, Berlusconi e Bin Laden sono non lineari (esponenzialmente stronzi, sempre non lineari sono). E anche il Papa e il Dalai Lama. Se sei vivo sei non lineare.

Insomma “le sette leggi spirituali del successo” può anche essere un buon libro, e i 7 consigli che dà sicuaramente da tenere in considerazione. Ma il modo di presentare il materiale offende l’intelligenza.

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2 comments to In un mondo non lineare

  • Interessante, ma non dimenticare che la scienza tende a trovare leggi quanto più semplici ed eleganti possibili, e la linearità ha una sua semplicità ed eleganza che attira. Solo negli ultimi secoli si è iniziato a sentire un’attrazione per la complessità e il caos: gli stupendi disegni di Escher, i modelli frattali, la teoria del caos, gli attrattori strani…

    In fisica la linearità si usa ancora, come nell’intramontabile F=ma che, seppure un’approssimazione e se vogliamo una semplificazione (niente attrito, necessità di introdurre forze fittizie come la centrifuga e Coriolis, ecc…) è ancora un modello valido in molti casi.

    La pittura giapponese è lineare, come lineari sono molti maestri fotografi. E’ una linea quella che genera una curva come l’iperboloide e linee sono le tangenti. Di linee è fatta la prospettiva e una linea è quella sulla quale si poggiano queste righe di testo.

    Non c’è primato fra linearità e non linearità. Si complementano, come yin e yang. Ognuna dà qualcosa al tutto. Ma così rischiamo di sfociare nel trascendentale… meglio fermarsi qui.

    Già, perché Dio com’è? Lineare o no? ;-)

  • Interessante, ma non dimenticare che la scienza tende a trovare leggi quanto più semplici ed eleganti possibili, e la linearità ha una sua semplicità ed eleganza che attira. Solo negli ultimi secoli si è iniziato a sentire un’attrazione per la complessità e il caos: gli stupendi disegni di Escher, i modelli frattali, la teoria del caos, gli attrattori strani…

    In fisica la linearità si usa ancora, come nell’intramontabile F=ma che, seppure un’approssimazione e se vogliamo una semplificazione (niente attrito, necessità di introdurre forze fittizie come la centrifuga e Coriolis, ecc…) è ancora un modello valido in molti casi.

    La pittura giapponese è lineare, come lineari sono molti maestri fotografi. E’ una linea quella che genera una curva come l’iperboloide e linee sono le tangenti. Di linee è fatta la prospettiva e una linea è quella sulla quale si poggiano queste righe di testo.

    Non c’è primato fra linearità e non linearità. Si complementano, come yin e yang. Ognuna dà qualcosa al tutto. Ma così rischiamo di sfociare nel trascendentale… meglio fermarsi qui.

    Già, perché Dio com’è? Lineare o no? ;-)

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