<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Comments on: La Paghetta Moderna</title>
	<atom:link href="http://it.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Nov 2010 09:51:28 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.1</generator>
	<item>
		<title>By: Natura</title>
		<link>http://it.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/comment-page-1/#comment-30</link>
		<dc:creator>Natura</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2005 23:52:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/#comment-30</guid>
		<description>einstein giÃ  a suo tempo in poche parole la diceva lunga:
http://it.wikipedia.org/wiki/Einstein_e_il_socialismo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>einstein giÃ  a suo tempo in poche parole la diceva lunga:<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Einstein_e_il_socialismo" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Einstein_e_il_socialismo</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Pietro</title>
		<link>http://it.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/comment-page-1/#comment-29</link>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Sep 2005 09:37:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/#comment-29</guid>
		<description>Testo interessante, merita una riflessione. Intanto provo a vedere come funzionano i commenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Testo interessante, merita una riflessione. Intanto provo a vedere come funzionano i commenti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: MR. RON JEREMY</title>
		<link>http://it.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/comment-page-1/#comment-28</link>
		<dc:creator>MR. RON JEREMY</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jun 2005 07:39:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/#comment-28</guid>
		<description>MAESTRO WHY DO YA SPEND SO MUCH CHI WRITIN CACA HERE BUT YA DONT WRITE ON DA TAO BUM SITE NO MORE.
RJ</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MAESTRO WHY DO YA SPEND SO MUCH CHI WRITIN CACA HERE BUT YA DONT WRITE ON DA TAO BUM SITE NO MORE.<br />
RJ</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Sandro Dunatov</title>
		<link>http://it.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/comment-page-1/#comment-27</link>
		<dc:creator>Sandro Dunatov</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jun 2005 13:12:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/#comment-27</guid>
		<description>Sigh che faticaccia

TUTTI I LAVORI SONO SOCIALMENTE UTILI vuol dire che tutte le risorse generate, anche quelle generate dal contrabbandiere o dallo sfruttatore, generano ricchezza e crescita ed imposte (lo chiari&#039; magnificamente il tuo adorato Keynes con il giustamente famoso &#039;moltiplicatore keynesiano&#039;). MA ALCUNI LAVORI POSSONO ESSERE ANCHE ILLEGALI e pertanto fruttare anche sanzioni, questo e&#039; un fatto ancillare qui quanto fondamentale, ma gli euro di imposte che paghi tu e quelle che paga il contrabbandiere valgono lo stesso importo, e lo stato li puo&#039; egualmente utilmente impiegare per un ventaglio enorme di scopi, anche se su molti impieghi io ho remore ma e&#039; un altro discorso. Per inciso, anche il contrabbandiere paga un sacco di tasse, anche se ritengo evada gran parte di alcune imposte tipo quelle dirette, ma tutte le altre le paga, le accise, le indirette etc etc. e sopratutto le pagano i suoi fornitori, e tutto il sistema economico che ha generato e messo in moto.
Gli operai della fabbrica che avvelena saranno ANCHE corresponsabili, come direttamente responsabile per i suoi reati e&#039; il cotrabbandiere, ma gli scambi e i negozi che concludono e il salario che percepiscono sono validi eccome e non ci fa sicuro schifo passare sulla strada asfaltata anche coi loro soldi o prendere il treno pagato dalle imposte generate dal loro reddito o salvare la vita dei malati col sistema sanitario pagato coi loro inquinatissimi euro.
Ma se io, qualunque lavoro faccia, o asserisca di fare, pretendo di venire pagato perche&#039; lo dico io... beh incontro una curva di domanda assai elastica, in cambio delle mie millanterie. In base alla teoria classica, un prezzo molto prossimo a zero. O, se vogliamo, per l&#039;odore dell&#039;arrosto il suono dell&#039;oro.
Certo qui finiamo difilato alla responsabilita&#039; della politica, quella vera non dell&#039;economia politica, che se arrivera&#039; a pagare gli uomini per il solo fatto di esistere grazie all&#039;aumento delle rese ok, non saro&#039; io a fermarli, purche&#039; sia nell&#039;interesse dello stato e dello stato sociale, non a pagare fannulloni PRIMA che l&#039;aumento delle rese sia in grado di mantenerli effettivamente.
E cio&#039; che affermo non e&#039; che sia inutile tutto cio&#039; che non viene retribuito (altrimenti tanto varrebbe, nel loro interesse, vietare ai volontari le loro attivita&#039;) ma che cio&#039; che viene retribuito genera utilita&#039;. Se poi la comunita&#039; organizzata (stato-comunita&#039; direbbero i giureconsulti) vieta e sanziona cio&#039; che genera ANCHE o TROPPA DISutilita&#039;, e&#039; altro discorso, come il fatto che purtroppo viene generata e retribuita dal mercato anche moltissima INutilita&#039;, del resto non esistono solo i bisogni primari e non tutto si consuma solo per sopravvivere... del resto, purtroppo, non siamo nel migliore dei mondi possibili, ma in democrazia, e la democrazia consente di fare un sacco di cose, molte sciocche, molte controproducenti, alcune dannose addirittura, ma e&#039; il miglior sistema scovato finora. Se non vorremo il &#039;miglior&#039; sistema ma il piu&#039; efficiente, singapore-like, beh di sicuro non avremo ad preoccuparci di ragionare in questi termini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sigh che faticaccia</p>
<p>TUTTI I LAVORI SONO SOCIALMENTE UTILI vuol dire che tutte le risorse generate, anche quelle generate dal contrabbandiere o dallo sfruttatore, generano ricchezza e crescita ed imposte (lo chiari&#8217; magnificamente il tuo adorato Keynes con il giustamente famoso &#8216;moltiplicatore keynesiano&#8217;). MA ALCUNI LAVORI POSSONO ESSERE ANCHE ILLEGALI e pertanto fruttare anche sanzioni, questo e&#8217; un fatto ancillare qui quanto fondamentale, ma gli euro di imposte che paghi tu e quelle che paga il contrabbandiere valgono lo stesso importo, e lo stato li puo&#8217; egualmente utilmente impiegare per un ventaglio enorme di scopi, anche se su molti impieghi io ho remore ma e&#8217; un altro discorso. Per inciso, anche il contrabbandiere paga un sacco di tasse, anche se ritengo evada gran parte di alcune imposte tipo quelle dirette, ma tutte le altre le paga, le accise, le indirette etc etc. e sopratutto le pagano i suoi fornitori, e tutto il sistema economico che ha generato e messo in moto.<br />
Gli operai della fabbrica che avvelena saranno ANCHE corresponsabili, come direttamente responsabile per i suoi reati e&#8217; il cotrabbandiere, ma gli scambi e i negozi che concludono e il salario che percepiscono sono validi eccome e non ci fa sicuro schifo passare sulla strada asfaltata anche coi loro soldi o prendere il treno pagato dalle imposte generate dal loro reddito o salvare la vita dei malati col sistema sanitario pagato coi loro inquinatissimi euro.<br />
Ma se io, qualunque lavoro faccia, o asserisca di fare, pretendo di venire pagato perche&#8217; lo dico io&#8230; beh incontro una curva di domanda assai elastica, in cambio delle mie millanterie. In base alla teoria classica, un prezzo molto prossimo a zero. O, se vogliamo, per l&#8217;odore dell&#8217;arrosto il suono dell&#8217;oro.<br />
Certo qui finiamo difilato alla responsabilita&#8217; della politica, quella vera non dell&#8217;economia politica, che se arrivera&#8217; a pagare gli uomini per il solo fatto di esistere grazie all&#8217;aumento delle rese ok, non saro&#8217; io a fermarli, purche&#8217; sia nell&#8217;interesse dello stato e dello stato sociale, non a pagare fannulloni PRIMA che l&#8217;aumento delle rese sia in grado di mantenerli effettivamente.<br />
E cio&#8217; che affermo non e&#8217; che sia inutile tutto cio&#8217; che non viene retribuito (altrimenti tanto varrebbe, nel loro interesse, vietare ai volontari le loro attivita&#8217;) ma che cio&#8217; che viene retribuito genera utilita&#8217;. Se poi la comunita&#8217; organizzata (stato-comunita&#8217; direbbero i giureconsulti) vieta e sanziona cio&#8217; che genera ANCHE o TROPPA DISutilita&#8217;, e&#8217; altro discorso, come il fatto che purtroppo viene generata e retribuita dal mercato anche moltissima INutilita&#8217;, del resto non esistono solo i bisogni primari e non tutto si consuma solo per sopravvivere&#8230; del resto, purtroppo, non siamo nel migliore dei mondi possibili, ma in democrazia, e la democrazia consente di fare un sacco di cose, molte sciocche, molte controproducenti, alcune dannose addirittura, ma e&#8217; il miglior sistema scovato finora. Se non vorremo il &#8216;miglior&#8217; sistema ma il piu&#8217; efficiente, singapore-like, beh di sicuro non avremo ad preoccuparci di ragionare in questi termini.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Pietro</title>
		<link>http://it.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/comment-page-1/#comment-26</link>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2005 10:46:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/#comment-26</guid>
		<description></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sandro, anche io trovo sorprendenti alcune tue affermazione, ma mi fa piacere che hai commentato in modo da poter rispondere e forse trovare, almeno in parte una sintesi delle nostre cosÃ¬ diverse visioni.</p>
<p><em>Non eâ€™ introducendo alcune speciose determinazioni qualitative che riuscirai a rendere sostenibile la crescita economica. Il fatto che la _metrica_ impiegata non colga il depauperamento dello stock esistente di risorse non contabilizzate (i.e. i cosiddetti beni liberi, come lâ€™aria, il silenzio, lo strato di ozono ed entro certi limiti lâ€™acqua etc) eâ€™ perfettamente noto, non eâ€™ inserendo variabili qualitative arbitrarie che potrai fermare il fenomeno dellâ€™erosione della dotazione di beni liberi. Per fare questo sono necessarie serie leggi (anche internazionali) ed adeguata applicazione delle stesse, del resto a credere che la mano invisibile avrebbe equilibrato in maniera ottima ogni mercato e reso eque tutte le transazioni gli economisti hanno smesso di crederlo da ben prima che scoppiasse la guerra mondiale. Oggi praticamente nessuno, neanche i liberisti piuâ€™ sfrenati, pensa lontanamente ad un economia senza meccanismi esogeni di regolazione (la mano visibile del potere della legge dello stato).</em></p>
<p>Ma queste leggi vengono introdotte solo se i politici hanno un motivo per farlo. O pensi davvero che i politici, in massa, abbiano veramente a cuore il bene pubblico piÃ¹ della loro stessa rielezione. Nota per esempio come dalla seconda guerra mondiale il Pil ha continuato a salire, ma il GPI Ã¨ salito fino agli anni settanta per poi ricominciare a scendere. PerchÃ¨? Io credo che il PIL sia una misura  sbagliata, e come tale nel tempo la classe politica ha trovato sotterfugi per far alzare il PIL senza migliorare la qualitÃ  della vita. Queste politiche erano possibili anche prima, ma prima non le si conosceva. Neanche il GPI Ã¨ perfetto, e nel tempo ci vorranno altre metriche, piÃ¹ raffinate. Ma Ã¨ di certo un&#8217;approssimazione piÃ¹ precisa a quel concetto in fondo abbastanza intersoggettivamente accettato che Ã¨ &#8216;la qualitÃ  della vita&#8217;.<br />
Sono assolutamente d&#8217;accordo che ci vogliano delle leggi, ma se non continuiamo a usare il PIL e a misurare il successo di una classe politica dalle variazioni del PIL staimo accettando di essere consapevolmente abbagliati. Pensa alla Germania, lÃ¬ hanno introdotto delle leggi che richiedono ad ogni azienda di pagare una tassa in misura del packaging dei loro prodotti. Nel giro di poche settimane i prodotti comprati sono stati venduti tutti in pacchetti molto piÃ¹ leggeri. Con gli ovvi benefici in termini di materie prime, produzioni, pesi alla consegna, costo del riciclo. Se i costi del riciclo vengono considerati parte del PIL hai bisogno di una classe politica uber-onesta che accetti di rischiare una parziale diminuzione del PIL in cambio di un effettivo incremento della qualitÃ  della vita per la societÃ . Un altro esempio, al momento i costi ambientali dei trasporti non vengono conteggiati. Questo porta a viaggi vacanze da una parte all&#8217;altra del mondo, (gli aerei sono il mezzo piÃ¹ inquinante in circolazione), materiale che viene prodotto nella nazione A, impacchettato nella nazione B e venduto nella nazione C (a volte accanto alla nazione A). Tutto questo con costi ambientali enormi. Inserire questi costi ambientali nelle valutazioni porterebbe naturalmente a una ricerca di modi di diminuirli. Attraverso tasse, leggi e altro. Insomma, fintanto che i politici si basano solo sul PIL le leggi che tu invochi non verranno mai fatte.</p>
<p><em>Di qui poi (il PIL â€œcorrettoâ€? con fattori che tengano colto del consumo di risorse libere ma finite) a pensare che per risolvere il problema delle servituâ€™ moderne (es. i lavori precari, o lâ€™impiego di manodopera a salario concorrenziale presa dai paesi in via di sviluppo) sia sufficiente (o non controproducente) pagare i volontari, eâ€™ una semplice sciocchezza. Non esistono lavori socialmente inutili, esistono lavori che andrebbero proibiti, o adeguatamente regolamentati, TUTTO il lavoro eâ€™ utile, strautile, in senso sociale. </em></p>
<p>Davvero? Mi stai dicendo che l&#8217;infermiera che aiuta il portatore di handicap ricco Ã¨ utile perchÃ¨ Ã¨ un lavoro in senso tradizionale. Ma il volontario che aiuto l&#8217;immigrato o il portatore di handicap povero Ã¨ inutile perchÃ¨ non percepisce uno stipendio? Ma, stai anche afferamndo, che entrambi sono meno utili della corporazione che vende l&#8217;ultima stronzata di cui nessuno avrebbe bisogno se non fosse per una pubblicitÃ  ossessiva che viene fatta alla televisione. O meno utile dell&#8217;acqua minerale comprata lontano dalla sorgente. E una persona che lavora come volontario non pagato Ã¨ inutile, ma lo stesso lavoro una volta riconosciuto e integrato nel settore sanitario diventa improvvisamente utile? Buffa posizione.</p>
<p>Insomma io penso che esistano dei lavori utili e lavori inutili e la differenza Ã¨ prettamente intersoggettiva. Penso che quando un lavoro Ã¨ utile le persone sono felici di farlo anche essendo pagate poco, e meno di quello che otterrebbero in un lavoro piÃ¹ remunerativo ma a loro giudizio inutile. Possiamo anche lasciare che questi lavori (volontari) non vengano pagati (quanto meriterebbero), ma strozzare le persone al punto di costringerle a lavorare in un lavoro in cui non credono significa creare malessere sociale per niente. Se vuoi persone che lavorino per te pagale di piÃ¹, ma che ci sia un minimo di soldi che la gente prende che impedisce alle aziende di costringere le persone in lavori che se no nessuno farebbe. Questo avrebbe anche l&#8217;effetto di responsabilizzare le persone. Tu dici:</p>
<p><em>Se qualcuno viola le regole (ad esempio avvelena lâ€™aria con il suo impianto di produzione) va applicata la relativa sanzione ( ad es. si ferma lâ€™impianto e si sanziona lâ€™imprenditore), ma i suoi operai non compiono unâ€™operazione socialmente disutile lavorando nellâ€™impianto anche se certo â€œhannoâ€? prodotto enormi danni.</em></p>
<p>Gli operai e gli impiegati che lavorano in un&#8217;azienda che danneggia sono secondo me coresponsabili. E in questo il mio punto di vista si differenzia dal tuo. Sono innocenti solo in misura di della loro effettiva ignoranza di quello che stava accadendo e dell&#8217;impossibilitÃ  economica di trovare un lavoro non criminale. E&#8217; un po&#8217; il discorso dei gerarchi nazisti che si sono sempre difesi seguendo la posizione di: ho soltanto seguito degli ordini. Posizione che (per quanto ne so) non Ã¨ stata accettata al processo di Norimberga. Infatti, adesso, il regolamento militare chiarfica che &#8220;l&#8217;ordine sbagliato non si esegue&#8221;. E il dipendente di una azienda che negli Stati Uniti denuncia la sua stessa azienda per irregolaritÃ  Ã¨ difeso in maniera particolare dalla legge e assume una posizione particolare chiamata &#8216;whistle blower&#8217;.</p>
<p>CosÃ¬ dare i soldi ai volontari o soltanto introdurre uno stato sociale che non porta le persone a morire di fame (come per esempio c&#8217;Ã¨ in parte in Gran Bretagna), porterebbe a un aumento dei lavori utili, una maggiore responsabilizzazione dei lavoratori, e in ultima analisi un miglioramento della societÃ </p>
<p><em>Mi spiego: &#8230;</em><br />
Ti ho risposto sopra</p>
<p><em>Invece sarebbe certo un consistente danno retribuire volontari, in quanto non si farebbe altro che creare elefantiasi dâ€™apparato, nellâ€™illusione di poter creare pasti gratis allâ€™interno del sistema.</em></p>
<p>Sandro, guardati attorno, abbiamo pasti gratis, o almeno a pochissimo prezzo. La quantitÃ  di energia necessaria per produrre il pane che ti serve per mangiare Ã¨ molto bassa e questo grazie tra le altre cose alla meccanizzazione. Il problema Ã¨ un problema di distribuzione, non di produzione. Le case di OGM che difendono le ricerche genetiche continuano a sbandierare l&#8217;illusione di terminare la fame nel mondo. Ma ci credi veramente. Quand quintali di arance e pomodori, vengono distrutte per tenere il prezzo alto. Il problema Ã¨ un problema di distribuzione. L&#8217;illusione che non esistano pasti gratis Ã¨ appunto un illusione ed Ã¨ vera solo in un sistema energeticamente isolato (come il sistema solare). Fin tanto che il Sole Ã¨ acceso la Terra possiede energia gratis. O pensi che il Sole ti spedisca la bolletta. Certo un certo giorno il Sole si spegnerÃ , ma fino a quel giorno il problema sarÃ : trasformare l&#8217;energia del sole in energia per noi, distribuire tale energia. Siamo in grado di trasformare l&#8217;energia del sole con poco sforzo in energia sufficiente per tutti. Peccato che ci scanniamo per distribuirla.</p>
<p><em>Non eâ€™ il singolo, o unâ€™autoritaâ€™, che decide del valore relativo della merce. Il lavoro in questo senso non eâ€™ unâ€™eccezione. Se nello scrivere questo commento ritengo dâ€™aver commesso operazione socialmente utile, e pretendo di venir pagato per continuare a fornire contributi che solo nella mia personalissima fantasia sono valutabili, ma non costituiscono alcuncheâ€™ di scambiabile su alcun mercato, sono uno scriteriato non un â€˜lavoratore socialmente utileâ€™ percheâ€™ lavori socialmente inutili non esistono. Esistono certo lavori illegali come il contrabbando o lo sfruttamento etc. ma sono pane per poliziotti e magistrati ( la mano visibile del sistema, o parte di essa) mettere la pezza dove si ferma il mercato. Illudersi di aver fatto cosa utile percheâ€™ lo si afferma eâ€™ una violenta illusione. Esiste, per usare una metafora che dovrebbe essere calzante, una differenza tra il comportamento del parassita (che sfrutta i limiti del mercato a proprio tornaconto, come il volontario che estorce una retribuzione sennoâ€™ blocca la ferrovia) e il comportamento del simbionte (che sta sul mercato, attenzione che il lavoro illegale come quello del pusher o quello del contrabbandiere generalmente eâ€™ simbionte in quanto ha un valore di mercato-sic).</em></p>
<p>Sono assolutamente consapevole che il contrabbandiere Ã¨ parte del mercato. E non mi stavo riferendo a loro quando parlavo di lavori inutili. Mi riferivo ai lavori che generano bisogni indotti. E suggerivo un ventaglio di possibi lavori di volontariato che venissero rivalutati. Ma in realtÃ  sarebbe anche meglio che gli essere umani siano mantenuti dallo stato, e poi trovino da soli come essere utili. Questo senza levare l&#8217;economia di mercato che permetterebbe di avere piÃ¹ soldi, ma come salario minimo che impedisca a una persona di morire o dover accettare un lavoro contrario alla loro morale o alla comune etica.</p>
<p>Sandro, so che abbiamo delle grosse differenze, e non credo che riusciremo a terminare questa conversazione con un punto comune, ma se giÃ  siamo in grado di chiarire in che cosa le nostre opinioni divergono credo che faremmo un lavoro socialmente utile</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Sandro</title>
		<link>http://it.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/comment-page-1/#comment-25</link>
		<dc:creator>Sandro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2005 22:23:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.pietrosperoni.it/2005/06/14/paghetta-moderna/#comment-25</guid>
		<description>Trovo sorprendenti alcune delle tue affermazioni. Non e&#039; introducendo alcune speciose determinazioni qualitative che riuscirai a rendere sostenibile la crescita economica. Il fatto che la _metrica_ impiegata non colga il depauperamento dello stock esistente di risorse non contabilizzate (i.e. i cosiddetti beni liberi, come l&#039;aria, il silenzio, lo strato di ozono ed entro certi limiti l&#039;acqua etc) e&#039; perfettamente noto, non e&#039; inserendo variabili qualitative arbitrarie che potrai fermare il fenomeno dell&#039;erosione della dotazione di beni liberi. Per fare questo sono necessarie serie leggi (anche internazionali) ed adeguata applicazione delle stesse, del resto a credere che la mano invisibile avrebbe equilibrato in maniera ottima ogni mercato e reso eque tutte le transazioni gli economisti hanno smesso di crederlo da ben prima che scoppiasse la guerra mondiale. Oggi praticamente nessuno, neanche i liberisti piu&#039; sfrenati, pensa lontanamente ad un economia senza meccanismi esogeni di regolazione (la mano visibile del potere della legge dello stato).
Di qui poi (il PIL &quot;corretto&quot; con fattori che tengano colto del consumo di risorse libere ma finite) a pensare che per risolvere il problema delle servitu&#039; moderne (es. i lavori precari, o l&#039;impiego di manodopera a salario concorrenziale presa dai paesi in via di sviluppo)  sia sufficiente (o non controproducente) pagare i volontari, e&#039; una semplice sciocchezza. Non esistono lavori socialmente inutili, esistono lavori che andrebbero proibiti, o adeguatamente regolamentati, TUTTO il lavoro e&#039; utile, strautile, in senso sociale. Mi spiego: esiste un set di regole. Questo set di regole e&#039; essenzialmente arbitrario ed e&#039; lasciato al potere legislativo redigere le relative formalita&#039;. Se il lavoro svolto da qualcuno viola il set di regole arbitrariamente scelte dal corpo sociale per garantire la propria continuita&#039;, quel qualcuno va sanzionato come previsto dalle regole. Ma il reddito prodotto ad es. dal contrabbandiere non e&#039; disutile in quanto tale, semplicemente viola le regole messe a punto dal corpo sociale (ed egli se lo beccano verra&#039; sanzionato) ma il macellaio gli dara&#039; lo stesso la carne in cambio di moneta, e il fornaio gli dara&#039; il pane. Non c&#039;e&#039; un&#039;autorita&#039; che decide della maggiore utilita&#039; sociale di alcuni impieghi e decide di retribuirli di piu&#039; o di meno per questo. Tutti i lavori, qualsiasi essi siano, sono utili in senso sociale. Tutti producono. Se qualcuno viola le regole (ad esempio avvelena l&#039;aria con il suo impianto di produzione) va applicata la relativa sanzione (ad es. si ferma l&#039;impianto e si sanziona l&#039;imprenditore), ma i suoi operai non compiono un&#039;operazione socialmente disutile lavorando nell&#039;impianto anche se certo &quot;hanno&quot; prodotto enormi danni. Invece sarebbe certo un consistente danno retribuire volontari, in quanto non si farebbe altro che creare elefantiasi d&#039;apparato, nell&#039;illusione di poter creare pasti gratis all&#039;interno del sistema. Non e&#039; il singolo, o un&#039;autorita&#039;, che decide del valore relativo della merce. Il lavoro in questo senso non e&#039; un&#039;eccezione. Se nello scrivere questo commento ritengo d&#039;aver commesso operazione socialmente utile, e pretendo di venir pagato per continuare a fornire contributi che solo nella mia personalissima fantasia sono valutabili, ma non costituiscono alcunche&#039; di scambiabile su alcun mercato, sono uno scriteriato non un &#039;lavoratore socialmente utile&#039; perche&#039; lavori socialmente inutili non esistono. Esistono certo lavori illegali come il contrabbando o lo sfruttamento etc. ma sono pane per poliziotti e magistrati (la mano visibile del sistema, o parte di essa) mettere la pezza dove si ferma il mercato. Illudersi di aver fatto cosa utile perche&#039; lo si afferma e&#039; una violenta illusione. Esiste, per usare una metafora che dovrebbe essere calzante, una differenza tra il comportamento del parassita (che sfrutta i limiti del mercato a proprio tornaconto, come il volontario che estorce una retribuzione senno&#039; blocca la ferrovia) e il comportamento del simbionte (che sta sul mercato, attenzione che il lavoro illegale come quello del pusher o quello del contrabbandiere generalmente e&#039; simbionte in quanto ha un valore di mercato-sic).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo sorprendenti alcune delle tue affermazioni. Non e&#8217; introducendo alcune speciose determinazioni qualitative che riuscirai a rendere sostenibile la crescita economica. Il fatto che la _metrica_ impiegata non colga il depauperamento dello stock esistente di risorse non contabilizzate (i.e. i cosiddetti beni liberi, come l&#8217;aria, il silenzio, lo strato di ozono ed entro certi limiti l&#8217;acqua etc) e&#8217; perfettamente noto, non e&#8217; inserendo variabili qualitative arbitrarie che potrai fermare il fenomeno dell&#8217;erosione della dotazione di beni liberi. Per fare questo sono necessarie serie leggi (anche internazionali) ed adeguata applicazione delle stesse, del resto a credere che la mano invisibile avrebbe equilibrato in maniera ottima ogni mercato e reso eque tutte le transazioni gli economisti hanno smesso di crederlo da ben prima che scoppiasse la guerra mondiale. Oggi praticamente nessuno, neanche i liberisti piu&#8217; sfrenati, pensa lontanamente ad un economia senza meccanismi esogeni di regolazione (la mano visibile del potere della legge dello stato).<br />
Di qui poi (il PIL &#8220;corretto&#8221; con fattori che tengano colto del consumo di risorse libere ma finite) a pensare che per risolvere il problema delle servitu&#8217; moderne (es. i lavori precari, o l&#8217;impiego di manodopera a salario concorrenziale presa dai paesi in via di sviluppo)  sia sufficiente (o non controproducente) pagare i volontari, e&#8217; una semplice sciocchezza. Non esistono lavori socialmente inutili, esistono lavori che andrebbero proibiti, o adeguatamente regolamentati, TUTTO il lavoro e&#8217; utile, strautile, in senso sociale. Mi spiego: esiste un set di regole. Questo set di regole e&#8217; essenzialmente arbitrario ed e&#8217; lasciato al potere legislativo redigere le relative formalita&#8217;. Se il lavoro svolto da qualcuno viola il set di regole arbitrariamente scelte dal corpo sociale per garantire la propria continuita&#8217;, quel qualcuno va sanzionato come previsto dalle regole. Ma il reddito prodotto ad es. dal contrabbandiere non e&#8217; disutile in quanto tale, semplicemente viola le regole messe a punto dal corpo sociale (ed egli se lo beccano verra&#8217; sanzionato) ma il macellaio gli dara&#8217; lo stesso la carne in cambio di moneta, e il fornaio gli dara&#8217; il pane. Non c&#8217;e&#8217; un&#8217;autorita&#8217; che decide della maggiore utilita&#8217; sociale di alcuni impieghi e decide di retribuirli di piu&#8217; o di meno per questo. Tutti i lavori, qualsiasi essi siano, sono utili in senso sociale. Tutti producono. Se qualcuno viola le regole (ad esempio avvelena l&#8217;aria con il suo impianto di produzione) va applicata la relativa sanzione (ad es. si ferma l&#8217;impianto e si sanziona l&#8217;imprenditore), ma i suoi operai non compiono un&#8217;operazione socialmente disutile lavorando nell&#8217;impianto anche se certo &#8220;hanno&#8221; prodotto enormi danni. Invece sarebbe certo un consistente danno retribuire volontari, in quanto non si farebbe altro che creare elefantiasi d&#8217;apparato, nell&#8217;illusione di poter creare pasti gratis all&#8217;interno del sistema. Non e&#8217; il singolo, o un&#8217;autorita&#8217;, che decide del valore relativo della merce. Il lavoro in questo senso non e&#8217; un&#8217;eccezione. Se nello scrivere questo commento ritengo d&#8217;aver commesso operazione socialmente utile, e pretendo di venir pagato per continuare a fornire contributi che solo nella mia personalissima fantasia sono valutabili, ma non costituiscono alcunche&#8217; di scambiabile su alcun mercato, sono uno scriteriato non un &#8216;lavoratore socialmente utile&#8217; perche&#8217; lavori socialmente inutili non esistono. Esistono certo lavori illegali come il contrabbando o lo sfruttamento etc. ma sono pane per poliziotti e magistrati (la mano visibile del sistema, o parte di essa) mettere la pezza dove si ferma il mercato. Illudersi di aver fatto cosa utile perche&#8217; lo si afferma e&#8217; una violenta illusione. Esiste, per usare una metafora che dovrebbe essere calzante, una differenza tra il comportamento del parassita (che sfrutta i limiti del mercato a proprio tornaconto, come il volontario che estorce una retribuzione senno&#8217; blocca la ferrovia) e il comportamento del simbionte (che sta sul mercato, attenzione che il lavoro illegale come quello del pusher o quello del contrabbandiere generalmente e&#8217; simbionte in quanto ha un valore di mercato-sic).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

