Categories

Related Posts (YARPP)

No related posts.

Gli onesti manager che distruggono il mondo

Beppe Grillo, nel suo ultimo post attacca i manager. E fa bene. Quanti ce ne sono he rubano, si fanno pagare cifre inaudite e fanno i loro interessi invece di quelli dell’azienda. Ma la storia non finisce qui. Perchè a terminarla qui si avrebbe l’impressione che la ragione per cui il mondo va male sia per i manager disonesti. E se non ci fossero non ci sarebbe inquinamento. Le aziende, le multinazionali e le corporazioni si comporterebbero bene, e tutto andrebbe per il meglio. Ebbene non è così! E viene spiegato per filo e per segno in un libro che consiglio a tutti di leggere: The Corporation.

Il problema non sono i manager disonesti. O meglio, quello è il meno… il problema sono quelli onesti! Il problema è che i manager di una società per azioni (S.p.a.) per legge devono massimizzare i profitti per l’azienda… indipendentemente da quello che è necessario per far ciò. Se distruggendo la foresta amazzonica si massimizzano i profitti un manager onesto deve distruggere la foresta amazzonica. Se non lo facesse non porrebbe i profitti dell’azienda sopra i propri desideri. Come invece la sua posizione richiede. Se inquinare un fiume conviene, anche lì il manager onesto non ha una reale scelta. Deve inquinare. Per questo Google si è cacciato in un grosso guaio quando è entrato nel mercato azionario. Per questo il loro motto: “Do no evil” ha oramai l’importanze e la profondità di una pubblicità o di ben pensata propaganda.

E allora? Allora bisogna cambiare la legge. Bisogna introdurre l’inquinamento nelle equazioni. Bisogna tassare i trasporti non solo per i costi attivi (carburanti, autoveicoli, ecc.), ma per quelli passivi (inquinamento, …). Come dice Beppe Grillo, il pomodoro cinese deve costare 50 euro. 10 centesimi di produzione e il resto di trasporto e tasse di inquinamento, e poi chi vuole il pomodoro cinese lo compri pure.

E così il manager onesto non si troverebbe a dover scegliere fra il bene dell’azienda e la sopravvivenza del mondo.

…arrivare al punto dove il nostro egoismo possa magicamente coincidere con la felicità degli altri.
Giorgio Gaber

Ma questo non basta! Perchè i manager sono talmente coinvolti nel considerare il bene economico dell’azienda sopra ogni altro valore (personale o sociale) che introducono anche le multe nell’equazione. Se non seguire la legge porta un profitto molto maggiore della multa che questo comporta (come spesso è) loro considerano loro sacro santo dovere rompere la legge. Questo è sbagliato. Questo comportamento deve essere punito senza reticenza. Se i manager agiscono in questo modo le multe per l’azienda devono essere decuplicate. Centuplicate! Più ci devono essere multe personali per i manager che seguono il principio di massimizzazione degli utili della società a scapito della legalità. E’ la legge a definire come morale il principio di massimizzazione degli utili… ma questo solo nei limiti della legge stessa.

Tutto questo, e molto altro ancora, è spiegato nel libro The Corporation. Compratelo, leggetelo, e lasciate un messaggio qua sotto.

No related posts.

7 comments to Gli onesti manager che distruggono il mondo

  • Le Ditte sono soverchiate di debiti, non lo dimentichiamo

    Ricordate le 500 lire di carta, con il Mercurio Alato? Quelle erano dello Stato, erano nostre, non dovevamo restituirle a nessuno e nessuno ci chiedeva interessi a fine anno. Non c’era scritto «Banca d’Italia» ma «Repubblica Italiana – Biglietto di Stato a corso legale». Le firme erano del Direttore Generale del Tesoro, del Cassiere Speciale e c’era il visto della Corte dei Conti. Invece nelle banconote emesse dalla Banca d’Italia le firme sono del Governatore e del Cassiere, che sono Privati e non fanno parte dello Stato!
    E gli «americani» ? beh si sa che sono sempre un passo avanti! infatti hanno la Federal Reserve, un Ente totalmente PRIVATO, presente sulle pagine gialle appena dopo la Federal Express!

    Problema

    Tutti i politici eletti alla guida della Nazione hanno sempre indebitato lo Stato chiedendo denaro in prestito ad una ristretta cerchia di banchieri privati.
    Questi banchieri internazionali creano il denaro dal nulla e senza nessuna contropartita, semplicemente stampandolo.
    Gran parte delle tasse versate dal cittadino servono a pagare gli interessi su quel debito inestinguibile, eterno, costituito da carta straccia.

    Domande:

    Perché lo Stato non si stampa da solo i soldi ?
    Perché conia le monete metalliche ma non stampa le banconote ?
    Perché emette Obbligazioni invece che stampare moneta esente da interesse ?
    Perché, dal 10 AGO 1893, l’elenco dei soci è stato reso disponibile solo il 20 SET 2005 ?
    Perché il Senato della Repubblica nei suoi verbali riporta «omissis» quando arriva ad elencare tali partecipanti ?

    Il Cittadino medio, anche se di buona cultura (spesso di elevata cultura),  ignora il fatto che la Banca d’Italia è una Società per Azioni totalmente privata e svincolata dallo Stato. Da sempre, poi, non è mai esistito un elenco ufficiale dei partecipanti al capitale di questa azienda privata denominata Bankitalia S.p.A. Alcuni anni fa uno studio di Mediobanca ha “ricostruito” l’azionariato della Banca d’Italia, ossia ha determinato, in modo empirico, chi fossero i VERI e CELATI proprietari dell’istituto in questione. Sul sito web della Banca d’Italia NON ERA PRESENTE, fino ad ora, un elenco ufficiale degli azionisti. Ora è presente questo elenco, creato il 20 settembre 2005. (Personalmente ne sono venuto a conoscenza oggi 23 settembre 2005). Anche da ricerche effettuate in Internet, è risultato che il documento non era presente fino a pochi giorni fa. Perché solo ora la Banca d’Italia ha pubblicato l’elenco dei suoi proprietari? Perché neanche il Senato della Repubblica Italiana pubblica nei suoi verbali l’elenco degli azionisti?

    _________________________________________________
    sandropascucci : signoraggio.com

  • Ciao Sandro,
    sto leggendo il libro ‘Euro Schiavi’ sul signoraggio. Mi sto informando e non sono ancora del tutto convinto che al di la del fumo ci sia veramente arrosto. Quando lo avrò terminato scriverò una entry spiegando quello che ho capito. Nel frattempo, non capisco la relazione tra le domande che fai (tutte peraltro molto interessanti) e l’argomento del post. Stai solo cercando visibilità o i due argomenti sono effettivamente correlati?

  • Benissimo! Le multe decuplicate (o centuplicate… ecc) sono una ottima idea – una riforma molto da sperare. Presso da me alcuni anni fa una agenzia ha demolito un vecchio e molto amato pub, senza permesso, una notta oscura. Una multa ha seguito, di qualche centina di libbre – una sciocchezza.

  • Il problema, a monte, è che le corporazioni vengono considerate legalmente ‘persone’. Da li la differenza tra persone fisiche e persone ‘legali’ (credo). Credo che una legge che proponga un diverso modo di far pagare le persone fisiche dalle persone legali cozzerebbe su questo scoglio. Bisogna prima chiarire che le corporazioni non sono persone.

  • [...] Years ago, I told Pietro, my eldest son, that we could write a book together, discussing our different ideas. He set aside the idea as uninteresting, but probably much of the material that I would have liked to put in the book will come out in our two blogs. Yes Pietro, thank you for your warm welcome to the blog community, and also for all the technical assistance you gave me. You are right when you say that we don’t always agree: on food, the World Bank, and many other things. In your entry you forgot some of my worst “sins”: I have been also working for multinationals like Exxon, visiting the Usa as guest of the Reagan government, and having important roles in companies whose main purpose is profit. This is exactly what I would like to discuss. In one of you your posts in Italian, you say that problem for the world economy does not come from corrupted managers, but from the “honest” managers who “by law” are supposed to make profits for their company, and so poison the environment, destroy tropical forests, take advantage of the consumers and so on. No, I don’t think that this is a correct description. There is no law which compels a company to act for profit, as there is no law that compels an individual to seek its own profit: but most do, because this is a natural way of behaving. Simply, managers of companies are supposed to do the interests of their equity holders (the owners of the company), who are just persons, like you and me, and have the same priorities as we do when we decide to rent a house, to buy or sell, but not to steal. Where is the limit to our (or the companies’) behavior? We can have a moral limit (and many managers I met felt it) but this is not enough. So we have the laws and we have authorities who are supposed to enforce them. This is the way in which the human community works, with a mix of personal egoism (companies are also called “juridical persons”) and collective regulation. This is how the system works, in general. Of course the word might be better if we all, managers or individuals, were generous and uninterested as Saint Francis, but I am afraid that this is not happening and will not happen. But, even so, the system works pretty well, having generated all the progress that we have witnessed since the first industrial revolution. Something however is going wrong in the most recent decades, generating the kind of resentment you show in your blog. The system does not guarantee anymore the preservation of natural resources, fair opportunities for the entire world population, not even an adequate protection for the clients of the corporations, the consumers. Why is this happening? I do not pretend to give a complete answer, but I see at least two reasons. The first is that politics, good politics I mean, is getting too weak. The national level is not enough to regulate most of the behaviors of the corporations on the global scene. We would need much stronger, not weaker international organizations. Of course the other solution would be to disrupt the global market and bring every transaction down again to a national or subnational level. But I cannot imagine how this can be done. We live in a global world (otherwise I would write in Italian, it is much easier for me), the Chinese and the Indians will make it even more global even if we retire in our nutshell, so we have to fight for our ideals in the international arena. The second reason is that there is an excess of financiarisation. For every “real” transaction between two countries (for instance a barrel of oil traded in Rotterdam or even a sac of pepper sold on the commodities’ market in Dehli) you have ten times that price in financial transactions in the global market. Financial transactions are just gambles. Even equities and other financial stocks are not traded any more on the basis of the long term value of the company, but just looking for short term opportunities. Managers do not respond any more to shareholders who expect to see how their company will be worth five years from now. They will be confirmed of fired by institutional investors (bankers or other people to whom we gave our money to manage, hoping for the highest possible yeld) who want to see a profit here and now. To understand the difference, imagine a company which operates exploiting natural resources, for instance, cutting wood. If your owners (the shareholders) want to get a long term profit, you will cut as much as possible, but without depleting the forest. Otherwise, you will destroy everything, just to maximize this year’s sales. And the same example can be used for other investments, in technology, research, human capital. How can we change this system, that somehow must be changed? That’s a nice question. Ethical funds can be a part of the answer, but just a part. Destroying the corporations certainly is not. [...]

  • chritsian

    Io il libro l’ho letto 3 volte prima di essere sicuro di quello che leggevo e poi sono andato in rete a verificare certi fatti che vi si citavano. Non esiste sito o testo o fonte che neghi cio’ che il libro afferma. Anzi in rete e’ possibile trovare delle conferme persino da siti che avrebbero tutto l’interesse a mantenere il piu’ assoluto riserbo sull’argomento (vedi il sito della banca svizzara che anche il signor sandro pascucci cita nel suo blog). Purtroppo devo convenire che per ora… e’ tutto vero. Comunque ti prego di comunicarmi delle novita’ o magari delle opinioni discordanti soprattutto da parte di personalita’ o di istituzioni e di cui potrei certamente essere non informato. Quando avrai terminato la lettura magari ci potremmo mantenere in contatto e postare commenti. Saluti e buona lettura.

  • Ho visto il documentario “The Corporation”, e non sapevo dell’esistenza del libro. Mi metto alla sua ricerca, che immagino sarà ardua, come la ricerca di qualunque cosa fuori dal mainframe.

Leave a Reply