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Primarie dei Cittadini: sorgenti aperti

Parlavamo delle primarie dei cittadini. Con particolare riferimento all’energia. É giunto il momento di introdurre il prossimo punto. Il prossimo elemento su cui chiediamo ai politici di esprimere la loro posizione: le leggi sui software a sorgente aperta. Vi ricordate che dissi che per sviluppare i programmi di queste primarie ci voleva un wiki. Un programma di scrittura collaborativa che permettesse a tutti di inserire il loro punto di vista. Ebbene, io l’ho solo detto. Qualcuno l’ha anche fatto. Mi riferisco all’associazione Linux Club Italia. Tale associazione sta presentando a partire da oggi la settimana della libertá digitale:

Il futuro che vogliamo
Settimana delle Libertà Digitali – III Edizione
Roma – Linux Club Italia – 18-21 Gennaio 2006 -
Per la definizione di un documento programmatico partecipato dell’innovazione tecnologica. Per una politica di sviluppo armonica, condivisa e democratica della Rete

Esattamente quello di cui stavamo parlando: proposte per definire i programmi per il prossimo quinquennio di governo. Proposte condivise, condivisibili (da me :) ), e sviluppate (anche) in rete. Sviluppate attraverso le nuove tecnologie, tra cui un una pagina wiki.

E anche importante che queste proposte non siano nate da Beppe Grillo, ma da altre fonti. Beppe sta gia facendo un eccezionale lavoro, ma il suo limite é che tende solo a proporre, ha una certa, diciamo, difficoltá nell’entrare in un reale dialogo con gli altri cittadini della rete. Lui dice, e se viene criticato ignora. Purtroppo questa attitudine non permette di sviluppare tutti insieme i punti del programma. Dunque benvenuto il programma parallelo.

Nota inoltre che le discussioni piú importanti (della settimana delle libertá digitali) verranno presentate in diretta streaming su internet.
rtsp://labtel.ing.uniroma1.it/lc_adsl.sdp audio&video, sotto i 462 kbps
rtsp://labtel.ing.uniroma1.it/lc_audio.sdp solo audio, 32 kbps

La settimana, proprio oggi, includerà la presentazione di Open Polis, un database, liberamente consultabile, sui politici per una politica piú trasparente (com’era la parola russa? Galsnot). In altri termini un database per scoprire cosa fanno i nostri dipendenti. É interessante, in questo senso, notare come protestiamo tutti quando la nostra privacy viene minacciata. Protestiamo meno quando a venire minacciata é la privacy del politico (nostro dipendente). E forse questo é inevitabile e parte del prezzo da pagare nell’essere un politico. Inevitabile perché detenere in mano il potere che i politici hanno, corrompe, fa male alla salute. Ma sapere che sei sotto l’occhio di milioni di cittadini puó essere un buon promemoria. Insomma, chi controlla i controllori? Tutti noi.

Che dire: proposte dal basso, video streaming, wiki, open polis, sorgenti aperti, insomma ne vedremo delle belle.

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