Leggendo Adolf Hitler
Un po di tempo fa parlai (in inglese) della mia ricerca di una reading list. Non intendo tradurre ora il post di allora. Ricordo solo che alla fine feci una pagina in cui segnai i libri che volevo leggere. Trovai anche in giro la lista dei libri scritti negli ultimi due secoli, considerati piu’ pericolosi dalla destra neocons moderna. I libri da non leggere, secondo loro (e potete stare sicuri che chi li ha elencati, in maggioranza, non li ha infatti letti). I libri all’indice. Copia questa lista, con l’intento di leggerli tutti. Era una compulsione, una necessita’ verso la storia. L’unico che mi dissi, forse questo lo evito, era appunto Mein Kampf, di Adolf Hitler. Ma a chiedersi se non fosse il caso di leggere Hitler, non ero solo io. Proprio a Roma, proprio in questi giorni, gli studenti hanno protestato contro una professoressa: Angela Pellicciari, colpevole di far leggere ai suoi studenti gli scritti proibiti: per capire Hitler e la Germania ha chiesto ai suoi studenti di leggere: “Le conversazioni segrete” (i monologhi privati del Fürer con i suoi ospiti dal ‘41 al’44). Apriti Cielo!
Ma attenzione, ovviamente non ha fatto leggere il suddetto libro singolarmente. Fa parte di un programma di studio in cui si leggono i testi originali. Cosi’ quando si studia Marx si legge il Manifesto (se non addirittura il Capitale), e cosi’ via. A me sembra un ottimo metodo di studio. Avessi avuto io un professore cosi’ al liceo non mi ritroverei a trentacinque anni a fare la lista dei libri che sono stati importanti nella storia, e che non ho mai letto.
Per rendere la cosa ancora piu’ interessante, forse per far pensare le persone, Beppe Grillo (il Grillo parlante), cita oggi un lungo estratto tratto appunto da Mein Kempf, un pezzo in cui c’e’ una fondamentale sfiducia nei politici. Al punto di dire che in fondo i politici fanno comunque i loro interessi, ma quando poi si accorgono che il popolo si sta per liberare danno un po’ a destra e a sinistra, a tutte le classi sociali, nel tentativo di sedare la rivoluzione che si sta preparando.
E’ interessante che questo particolare estratto venga fuori adesso. E’ difficile trovare un pezzo in cui il popolo no-global (di cui Beppe Grillo sta rapidamente diventando una guida) si ritrovi altrettanto. Ma se Hitler ha scritto questo, perche’ il suo libro e’ all’indice? Qualche cinico di estrema destra potrebbe pensare: “e’ all’indice proprio perche’ insegna la sfiducia verso la classe dirigente”. Attenzione: questo sarebbe falso. Mein Kempf non e’ all’indice per questo paragrafo. E come tutti gli scritti, avra’ delle parti vere e delle parti false, cose che lo rende molto piu’ pericoloso!. In fondo e’ proprio la capacita’ di discernimento che cosi’ profondamente manca nella nostra cultura, e si continua a confondere il tutto per la parte. E cosi’ Quattrocchi diventa un eroe per una frase detta all’ultima ora. E se Berlusconi dice una cosa vera, si rivaluta se votarlo o no.
Mein Kempf e’ all’indice per quello che dice riguardo alle razze. Ed e’ all’indice perche’ ispirati da questo libro una intera generazione ha fatto i crimini piu’ orrendi.
In fondo il libro, e’ un libro rivoluzionario che voleva rompere con il passato. Il problema e’ dopo questa rottura cosa si fa. Allora, se vogliamo farci inspirare da Mein Kampf, per rompere con il passato, possiamo farlo, ma solo per quanto concerne la rottura. Non, as-so-lu-ta-men-te, per quanto concerne la ricostruzione. La societa’ che vogliamo costruire, non ha nulla a che vedere con l’incubo che il Fürer ha imposto alla generazione dei nostri nonni. E gli orrori di quella societa’ non si devono ripetere. Il sogno del superuomo non ci appartiene. Quello della democrazia diretta attraverso internet, e la collaborazione di tutti per gestire la cosa pubblica, si!
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ho letto il suo commento, vorrei solo ringraziarla.
cordiali saluti
guido de vecchi
Ognuno può avere le sue opinioni, ma non mi sembra il caso di tirare in ballo la gente che è morta con dignità e coraggio!
(Pensato in inglese, scritto in italiano… cattivo…)
Non capisco perche si vuole mettere qualche libro sull’indice (vero o virtuale). Se i scritti di Hitler contengono solo affermazioni che il malo e` buono e risate malvagiose, non valgono la pena di censurarli. Se contengono argomenti buoni e utili accanto a quelli mali e malvagiosi, ecco una cosa molto interessante che non debbe essere censurato. (Una cosa non molto comoda, come si vede, ma interessante.)
Ciao Phil,
l’idea di metere alcuni libri all’indice non e’ ne nuova ne rivoluzionaria. In Italia esiste il reato apologia di Fascismo, e in Germania i libri di Hitler non possono essere venduti. Ne li si trovano nelle biblioteche. Ricordo che uno studente tedesco con cui ho convissuto a Brighton prese in prestito appunto Mein Kampf, per poi spiegarmi che il nazismo aveva ragione, e la guerra delle razze era nello stato delle cose. Lo silenziai facendogli presente che la Germania aveva perso la guerra per motivi assolutamente Darwiniani: aveva creato uno stato talmente spiacevole che tutti gli scienziati avevano lasciato, e la bomba venne fatta da un’altra parte. Se anche lo sbarco in Normandia non avevsse avuto successo, questo avrebbe chiuso la partita comunque.
Ci sono culture, e stati (per esempio gli USA) in cui la liberta’ di parola e’ addirittura garantita dalla costituzione. D’altra parte Mao diceva (cito a memoria): le parole sono piu’ pericolose delle armi, non permettiamo ai nostri nemici di avere armi, perche’ dovremmo permettergli di avere la liberta’ di parola.
In tutto questo se consideri Clay Shirky’s dangerous idea (da leggere!), che la liberta’ di pensiero stia scomparendo, a seguito degli studi sul comportamento, e consideri che questo di Hitler e’ un libro che ha influenzato milioni di persone, aiutando a fare danni inimmaginabili, capisci perche’ la tentazione di metterlo all’indice ci sia.
Il problema non sono mai i libri che sono tutti falsi, ma quelli che sono in parte veri e in parte falsi. Hai sentito i discorsi di Berlusconi, nella recente campagna? Parte per uno sproloquio di dieci minuti, all’inizio le cose che dice sono anche vere, e se hai la guardia emotiva abbassata, gli dai fiducia, e cosi’ ti bevi il resto delle cazzate che ti vuole propinare. Molto pericoloso. L’unica cosa da fare in questi casi e’ leggere con attenzione il testo e annotare a fianco dove si discosta dalla realta’. Come faremmo con un paper. Ma chi c’ha voglia?
Ehi ragazzi, forse avete voglia di scherzare. L’idea che il Mein Kampf sia rivoluzionario nei punti in cui Hitler parla male dei politici mi sembra veramente un’amenità. Non conosco direttamente il Mein Kampf, ma questo sicuramente più di altri mette in chiara luce le tendenze conservatrici di Hitler, che non fa altro che ripetere quello che i beceri qualunquisti di ogni era usano come propria bandiera. Che il Mein Kampf sia finito nella lista dei libri sgraditi ai neocon potrebbe dipendere da diversi fattori, probabilmente il dirigismo economico, degno di un partito socialista cone la NSDAP, o forse l’atmosfera contraria ad un libero consumo che si genera nei paesi di bandiera nazista. Alò seguito la prossima puntata…
Saluti