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Sulle intercettazioni e la fica

Non sono in Germania per guardare i mondiali. Sono qui per lavorare e studiare, ma è inevitabile essere in parte presi dalla febbre dei mondiali. Ed effettivamente, come La Repubblica fa notare ci sono delle belle figliole. Anzi, delle belle bambine… me le scoperei.

E non è morto nessuno. Nessuno ha commesso un abuso e l’unico abuso, se c’è stato è nella mente di chi legge e si immagina chissa quale perversione dall’altra parte del link.

Un minimo di riferimenti è d’obbligo a questo punto. Il signor Vittorio Emanuele di Savoia è stato arrestato, capita. L’accusa è di sfruttamento alla prostituzione e fondamentalmente di avere usato la sua posizione sociale per facilitare a delle persone di avere licenze per casinò.

Ora, il fatto che uno che ha vissuto a Monaco sia nel giro dei casinò di per se non è particolarmente sorprendente. Se invece in questi anni fosse stato relegato a sant’Elena adesso sarebbe probabilmente sotto accusa per pesca di frodo e sfruttamento del mercato ittico.

Ma restiamo in tema. Perchè sicuramente se ha rotto la legge deve pagare. Ma accanto a questo un altra cosa sta accadendo: il signor Savoia sta gia pagando. Non per aver sfruttato la prostituzione, non per i casinò, ma per aver detto a un amico:”E’ una bella bambina, me la scoperei”. E questa frase è stata ripetuta, ingigantita, da tutti i giornali.

Io adesso vorrei sapere chi è, tra i maschi sopra i trent’anni non ha mai detto la frase, “che bella bambina, me la scoperei”. Certo la frase si presta a diverse interpretazioni. E quella letterale è, effettivamente, la peggiore. Ma questo non toglie che una frase estraniata dal contesto (del discorso, e sociale) non significa niente.

Il modo con cui parliamo con i nostri amici, i nostri figli, i nostri nonni sono diversi. Tra ragazzi dire ‘testa di cazzo’ è normale vocabolario. Tra adulti un pò meno. Quando si parla in pubblico non è ammesso, perchè nel pubblico potenzialmente ci possono essere proprio quelle persone con cui si ha un linguaggio più castigato. Allora si usa il minimo comune denominatore del linguaggio: il politically correct.

Ma guai a pensare che tutti si debba usare il politically correct anche nelle nostre conversazioni private.

Chiamare una donna più giovane, bambina, bimba, figliola, a parte il comune fica, sono normali epiteti, non particolarmente sconvolgenti.

Certo, Prodi fa bene a notare che manchi di rispetto per la donna. Ma, personalmente, non ho osservato un grande rispetto della donna per l’uomo. Infatti faccio fatica a osservare qualsiasi rispetto della donna per l’uomo. A partire dal rendersi conto della tempesta ormonale che la moda femminile impone ai sottoscritti. Ma guai a dire nulla. E’ la moda, e siamo noi a essere perversi a volerci scopare tutte le modelle. Quello che poi accade a livello sociale, è un mero ‘danno collaterale’. Dunque, a la guerre comme a la guerre, non mi sembra il caso di invocare una richiesta di rispetto unilaterale. Soprattutto sul vocabolario degli uomini quando parlano tra loro. E chi pubblica queste intercettazioni, è lui responsabile di sconvolgere i virginei pensieri di nonne ed educande.

Con questo non voglio difendere chi le donne le ricatta per avere favori sessuali.
Solo chi ne parla.

Ma allora che si fa?

Bloccare le intercettazioni non mi sembra il caso. Sono necessarie, e il popolo (cioè noi) le vuole (vogliamo). Renderle segrete mi sembra anche peggio. Davvero allora si va a un clima di grande fratello, con una casta di persone (giudici, pubblici ministeri) che sanno tutti i fatti nostri. E noi che non sappiamo i fatti di nessuno. Il passo successivo, di essere personalmente ricattati dai suddetti, sarebbe inevitabile.
D’altra parte non è neanche accettabile questa gogna in cui ogni frase viene estraniata dal suo contesto e usata per appendere al malcapitato la nomea di porco.

E allora?

Allora dobbiamo essere noi a dire basta. Noi bloggers, i giornalisti, e in genere la gente. Il ‘chi è senza peccato scagli la prima pietra’ non basta. Non basta il silenzio. Bisogna dire “E chi se ne frega!”.

Bisogna chiarire che dire: ‘che bella figliola me la scoperei’ non è ne illegale ne peccato. Che abbiamo il diritto di parlare con gli amici come cavolo di pare. Che questo diritto copre uomini e donne. Indipendentemente da reddito e dalla posizione sociale. Certo Berlusconi (da uomo politico) non puo dare del coglione a tutti quelli che non votano per lui… quando è in pubblico. Ma in privato può dire quel cavolo che gli pare. Certo i giudici non possono suggerire pubblicamente che chi ha rotto il cavalletto in testa a berlusconi ha fatto bene. Ma quando ridendo si dissero al telefono che si potrebbe fare una colletta per comprargli un nuovo cavalletto, erano fatti loro. Certo il signor Savoia non può usare il suo nome e la sua influenze per controllare chi trova lavoro, ma che con un suo amico abbia detto che si scoperebbe una ragazza non ci trovo nulla di male.

Dunque siamo noi a dover dire chi se ne frega. E col tempo accadra sempre di più. Perchè qualsiasi nervo si desinsibilizza sotto uno stimolo continuo. Adesso sono le prime intercettazioni. Ma aspettate qualche anno, e le intercettazioni faranno scandalo come i tanga sui culi (spesso inesistenti) delle 18enni.

E questo per quanto riguarda le intercettazioni.
Nulla è stato detto sulle donne che la danno per fare carriera e gli uomini che la pretendono per far fare carriera. Di questo, magari, ne parliamo nelle prossime puntate.

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1 comment to Sulle intercettazioni e la fica

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