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Beppe Grillo e la Telecom

Ricordo che a casa avevamo una collana di libri, intitolati: “cosa ha veramente detto…”.
C’era “Cosa ha veramente detto Freud”, “Cosa ha veramente detto Hegel”, “Cosa ha veramente detto Platone”, e cosi’ via. Il bignami della cultura. In un certo senso vorrei cercare di chiarire cosa sta continuando a dire e a ripetere e a urlare Beppe Grillo sulla Telecom. Lo ripete ancora e ancora. L’ultima volta, in ordine di tempo, e’ stato a Repubblica TV. Quello che dice lo dice strabordando, uscendo fuori dai tempi, in maniera confusa. Attaccando tutto e tutti, ma quello che dice ha una coerenza interna, ed e’ questa coerenza che adesso vorrei investigare. Perche’ credo cha dica anche delle cose importanti, seppure in maniera confusa. E forse se le dicesse in altra maniera lo ameremmo tutti un po’ di meno. In fondo la amiamo anche per quessta sua passione nel parlare.

Lui attacca: i giornalisti, l’autority, il governo e piu’ di tutti la Telecom.

Attacco ai giornalisti:
Accusa i giornalisti di non fare piu’ il loro lavoro. DI non fare piu’ indagini. DI non dare piu’ notizie importanti (“bastava mezz’ora alla tv e si poteva evitare il crac della parmalat, il caso dei bond argentini, la telecom”).

Quando il giornalista moderatore si difende e dice: io devo moderare tra le parti e le opinioni, lui lo rimprovera: “io non sto presentando opinioni, ma dati, cifre, fatti”. E si sente di sottofondo l’eco di quello che ha detto prima: Cioe’ i fatti e i dati che non state presentando voi giornalisti.

E questo attacco e’ da una parte una sveglia, un richiamo alla realta’, fuori da una concezione che vuole qualunque dibattito in forma post-moderna. Fuori dall’ognuno ha diritto alla sua opinione e il moderatore deve far sentire tutte le campane, verso una concezione della notizia, e del dibattito basato sui dati sui fatti. E se il moderatore giornalista non presenta i dati e i fatti, una parte lo deve fare e il moderatore non ha diritto di levargli la parola.

L’attacco alla Telecom e’ piu’ complesso, e si confonde con l’attacco all’autority che permette a Telecom di agire come agisce. E’ un attacco che Grillo porta avanti in varie tornate, con fatti che sembrano separati e che sull’onda i suoi antagonisti non riescono a connettere. Ma c’e’ un filo di fondo, basato su tre punti.

Punto 1: il costo delle comunicazioni e’ precipitato. Ormai con una banda larga e un programma VoIP si puo’ telefonare a costo zero.
Punto 2: la Telecom ha un monopolio di fatto sulla telefonia in Italia. Monopolio dovuto al fatto che controlla l’ultimo miglio, cioe’ il collegamento fisico tra l’utente e le dorsali della telefonia. (E spero di non essermi sbagliato su questo).
Punto 3: La telecom non sta collegando a banda larga una grossa fetta del territorio nazionale. Perche’ essendo a questo punto un azienda privata, non gli conviene.

Da questa base Grillo fa una serie di affondi:
il costo delle telefonate DEVE essere zero. Non “il 20% in meno”, come dice l’autority.
Perche’ i costi sono gia stati pagati. Sono stati pagati quando sono state costruite le infrastrutture telefoniche. Sono stati pagati dai nostri padri e i nostri nonni. Sono stati pagati con le nostre tasse. Ricordiamoci che la Telecom e’ stata da poco privatizzata.
La telecom ha il DOVERE di collegare tutti gli italiani. Non solo quelli che sono economicamente convenienti. Certo questo portera’ al fatto che la telecom incassera’ meno soldi dalle telefonate. Ma ormai in tutti i paesi (Germania, Inghilterra,…) la gente spende bazzecole per parlare e evitare questo significa evitare il progresso di un paese. Significa che la Telecom per continuare a guadagnare sullo scatto alla risposta, evita l’evoluzione di un intero stato. Pensateci, ogni paesino collegato a banda larga e’ un paesino in cui la gente piu’ lavorare da casa. Puo’ interagire con gli altri… puo’ leggere il mio blog (ok, ignorate l’ultimo punto ;) ). Ma non ignorate che piu’ che il mio blog puo’ leggere il blog di beppe Grillo. E qui parte un altro affondo:
“Sono io [Beppe Grillo], creatore di contenuti, che ho diritto di essere pagato”. Chi fornisce il servizio non ha diritto di richiedere folli cifre.

E ancora, tutto questo parlare di mobilita’ tra servizi telefonici, di levare il 20% del costo, di regolamentare il ‘VoIP’, con ha senso. Cosa devi regolamentare nel VoIP. Cosa puoi regolamentare? La gente lo fa, e lo fa da sola con la propria tecnologia.
Tutto quello che c’e’ bisogno e’ (e qui arriva la formula risolutiva di Beppe):
Una dorsale gratuita su cui diverse aziende, in competizione, non monopolio si spartiscano il traffico.

Vi sono poi gli attacchi che Grillo fa direttamente a Tronchetti Provera e agli altri manager del gruppo. Beppe Grillo fa nomi e cognomi, date, eventi, fatti. E viene da chiedersi perche’ nessuna di queste diciarazioni non porti a una citazione in tribunale. Da una parte o dall’altra.

Da quello che ho capito, e non e’ il mio campo, Tronchetti Provera ha fatto una scalata alla societa’ attraverso un sistema di scatole cinesi. Si e’ fatto prestare i soldi da una banca. Con questi soldi ha assunto il controllo di una prima societa’. Al timone di questa’ ha scalato una seconda piu’ grande. E non chiedetemi i nomi, ma il risultato e’ che con pochi soldi, molti dei quali prestati dalle banche e una complessa struttura finanziaria Tronchetti Provera (da Grillo chiamato affettuosamente il Tronchetto dell’infelicita’) si e’ fatto eleggere manager della Telecom. Da qui ha usato i soldi Telecom per estinguere il debito che aveva contratto con le banche. Nel far questo, da quanto ho capito, ha mandato in passivo la societa’.

Poi per estinguere questo debito ha cominciato a vendere i gioielli della societa’ con una serie di operazioni. Operazioni in cui ha venduto societa’ di un certo valore e se ne e’ intascata una parte personalmente.

Insomma ha preso il controllo di una societa’ che era pubblica e da poco privatizzata e aveva per sua storia personale un monopolio di fatto su alcune parti della societa’. Ha usato questo monopolio per non sviluppare i collegamenti a banda larga come doveva. Per estorcere dagli utenti una serie di soldi con dei contratti sempre piu’ complicati che cambiano ogni settimana. Ha venduto parti della societa’ per cercare di tornare in attivo senza riuscirci. E in totale ha rallentato il progresso di un paese, il nostro, impedendo che parti di esso si colleghino alla banda larga.

E per tutto questo Beppe Grillo e’ molto incazzato, e forse ha anche ragione.

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