A scuola di vittimismo
Che tristezza!
Un articolo de La Repubblica ci racconta di come due studenti abbiano mandato un mazzo di rose a una compagna con il messaggio: “A …, per la nostra notte indimenticabile, il tuo cioccolatino”. E lei sia andata dal preside, prima, e poi, dopo averne parlato con i genitori, e’ andata addirittura al commissariato di polizia. Credo stia facendo pure le pratiche burocratiche per far intervenire la Nato.
I ragazzi sono stati interrogati da degli agenti, e sospesi per un giorno.
Ecco, io credo ci sia un grosso pericolo dietro tutto questo.
Il pericolo di andare verso una societa’ senza flessibilita’, senza senso dell’umorismo, in cui chiunque si puo’ dichiarare vittima anche quando oggettivamente non e’ successo niente di grave.
E il peggio e’ che in questa societa’ chiunque sia in una posizione di responsabilita’ deve sempre dare ragione alla ‘vittima’, pena essere posti al pubblico ludibrio, o essere accusati, magari anche in sede legale. Il preside rischiava grosso, insomma, se lasciava correre. E il commissariato di polizia ha dovuto mandare gli agenti. Che eccesso. La Nato credo stia pensando di far intervenire i marines da Vicenza.
I genitori dei ragazzi sospesi stanno pensando di sporgere denuncia. E voi penserete che io sia contro questa iniziativa. D’altra parte adesso sono loro a fare il gioco di essere le vittime. Be, se lo fanno secondo me fanno bene. Di scherzi al liceo ne vengono fatti tanti. Ed e’ importante che vengano interpretati come scherzi. E quando non lo sono, se un lato tira fuori i pezzi da 90, anche l’altro si deve difendere. Se no si finisce nella societa’ controllata da vittime, sensi di colpa e gente aggressiva passivamente.
Come avrebbe risposto una ragazza con senso dell’umorismo e sicura di se’?
-”oh, che caro, pero’ non ha firmato ne’ ha messo la data. E adesso come a faccio a sapere quale dei miei amanti sia?”
Oppure
-”La notte indimenticabile? Nei suoi sogni!”
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