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Donare il superenalotto per le vittime del terremoto?

La Natura si è scrollata e son morte molte persone.

Continuo a vedere su Facebook persone che suggeriscono di donare i soldi del superenalotto (quasi 40 milioni, leggo), alle vittime del terremoto in Abruzzo.

Mi sembra molto ingiusto.
Perchè?

COminciamo con il dire che l’enalotto, come tutti i giochi d’azzardo gestiti dello stato, non è una spesa, ma un attivo.

Il Superenalotto non è soltanto milioni di euro di premi ma anche, fra tutti i giochi pubblici, quello su cui lo Stato guadagna di più: su 100 euro incassati ne riversa infatti 49,5 allo Stato. Molto al di sotto gli altri, che in generale si attestano fra il 20 e il 30%, per non parlare delle scommesse sportive, la cui tassazione non supera il 5%. Nel 2007 ha raccolto in Italia 1 miliardo e 940 milioni: di questi, 960 milioni sono confluiti nelle casse statali. Simile l’andamento per il 2008: nei primi nove mesi la raccolta ha raggiunto il miliardo e 460 milioni, di cui 723 destinati allo Stato. Tolto il prelievo erariale, il restante 50,5% viene così distribuito: 38,1% al montepremi, 8% al punto vendita, 4,4% a Sisal. Le vincite non sono tassate.

Fonte

Dunque parte dei soldi del superenalotto vanno alle casse dello stato. Alcuni di questi, si spera, dovrebbero da li essere ri indirizzati alle vittime del terremoto. Questo è inevitabile. E’ già così. Lo stato gestisce le sue entrate (tra cui il superenalotto) e le sue uscite, e tra le uscite ci sarà di certo la voce terremoto, aprile 2009.

Ma perchè non donare di più? Perchè non stiamo donando soldi nostri, ma soldi di qualcunaltro. Le persone che giocano al superenalotto entrano in un contratto con lo stato. Loro pagano pochi spiccioli e in compenso hanno una probabilità infinitesimale (ma non nulla (!)) di vincere cifre astronomiche. Io lo considero una tassa sulla stupidità. Più sei scemo più paghi. Ma per carità chi vuole giocare, giochi. Però queste persone hanno diritto ad avere la possibilità di vincere. Se gliela leviamo non commettiamo solo un crimine (stiamo cambiando un contratto dopo che è stato stipulato), ma rischiamo che queste persone, giustamente, richiedano indietro i soldi. Ne avrebbero il diritto. COn il risultato che non solo lo stato si troverebbe a dover ripagare i soldi usati per l’abruzzo, ma anche a non avere is soldi che incassava per le tasse.

Insomma, non mi sembra una grande idea.

Ci sono poi persone che suggeriscono di far pagare i politici. Capisco l’odio per i politici, specie in un momento in Italia in cui ne combinano di cotte e di crude, ma qui stiamo veramente raggiungendo l’assurdo. Se un politico ha rubato, che lo si scopra e restituisca. Ma chidere che tutti rinuncino al loro stipendio mi sembra non solo impensabile, ma inaccettabile. Ma insomma, perchè le persone che suggeriscono questo non rinunciano al loro stipendio? Insomma, tutto questo fa parte del donare i soldi degli altri. Anche nota come la tirannia della maggioranza.

Magari quello che si otrebbe fare è che ci tassiamo tutti, un poco. E così sarà.

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